Il IV novembre è sacro

di Marco Vigna

La festa del IV novembre per la storia che commemora e ciò che rappresenta simbolicamente si pone in contrasto con la cosiddetta Unione europea ed in generale con l’attuale condizione giuridica e politica dell’Italia.
Il regno d’Italia era stato fondato in realizzazione del concetto di stato nazionale ed aveva quali suoi cardini l’unità e l’indipendenza della nazione italiana. Esso aveva quale ragion d’essere proprio l’unificazione degli italiani (mai realizzata pienamente, perché alcuni territori italiani non poterono mai essere riuniti, come il Ticinese o Malta, altri soltanto per brevissimo tempo, come la Corsica e la Dalmazia) e l’indipendenza dallo straniero, dunque la sovranità nazionale.
Lo stato italiano attuale è invece di fatto un protettorato. I protettorati era così definiti in rispondenza di alcuni elementi, precipuamente il controllo delle forze armate, della politica estera, delle forze armate da parte di potenze straniere, oltre ad altre forme d’ingerenza negli affari interni, a cominciare dalla scelta dei governanti. È la situazione dell’Italia, in cui la moneta, le finanze e le leggi basilari dell’economia sono assoggettate agli ordini della Ue, mentre la politica estera e le FFAA sono sotto il controllo degli Usa. Il regime esistente inoltre trascura l’identità nazionale ad ogni livello: la demografia è alterata drasticamente dall’immigrazione di massa, che minaccia la stessa esistenza fisica del popolo italiano; interi settori strategici dell’economia sono sotto controllo di aziende straniere; si favorisce la eradicazione della cultura italiana a beneficio di quella americana, a cominciare dal morbus anglicus e dall’ingiustificato abuso di vocaboli inglesi anche in presenza di sinonimi italiani.
È particolarmente sbagliato ipotizzare una continuità ideale fra la vittoria italiana nella Grande Guerra e la Ue. La cosiddetta Unione Europea non soltanto è la negazione dell’indipendenza dell’Italia, ma sorge da un progetto del conte austriaco Kalergi. Costui, nostalgico dell’Austria imperiale e membro della vecchia aristocrazia asburgica, si propose di dar vita ad un progetto federale che realizzasse il programma di egemonia continentale della Deutschland, formulato già a metà del secolo XIX e divenuto ideologia cardinale sia nel II e III Reich, sia nell’Austria imperiale. Kalergi, politico di straordinaria abilità, seppe tessere un’amplissima rete di relazioni ad alto livello per dare corpo al piano di un “Europa unita” che riprendesse la vecchia nozione di Mitteleuropa, sorta proprio per designare uno spazio controllato egemonicamente dai tedeschi. Il suo maggiore collaboratore fu Otto d’Asburgo, figlio dell’ultimo kaiser Carlo d’Asburgo. Tra coloro che aderirono al progetto di “Paneuropa”, dal titolo del suo libro più importante, vi furono Adenauer, Schuman, De Gasperi: i padri fondatori dell’Europa unita, tutti e tre di cultura almeno parzialmente tedesca.

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