Il giro del mondo in 80 stadi

di Clarissa Greta Gibella

«Un rettangolo di gioco racconta mille storie», Maria Luisa Colledani (Domenica Il Sole 24 ORE) su «Il giro del mondo in 80 stadi. I capi da calcio più incredibili del pianeta» di Vladimir Crescenzo:

«Gli impianti di questo giro del mondo, dalla Nuova Zelanda alla Somalia, dall’Uruguay alla Cina, dal Nepal alla Groenlandia, sono cartoline infinite, hanno visto scendere in campo atleti, diritti, rivendicazioni e libertà, ribadendo quanto “vuoti” possano essere certi nostri stadi, anche se così li vuole lo show business: luminarie, connessione ovunque, musica a palla, pubblicità fino all’ultimo centimetro quadrato libero, e morti innocenti, come accaduto per la costruzione degli impianti in Qatar.
Ma il calcio con i suoi stadi sa dribblare gli uomini. Il mare li porta lontano e arrivano fino alle falesie delle isole Faroe o in quell’ansa del fiume Riachuelo, quasi un cuore dove si trova l’Estadio Saturnino Moure.»

Questa settimana anche su Panorama, Giorgio Gandola:

«Il volume è un inno al calcio più istintivo, […] si racconta dell’altro mondo, quello sconosciuto, affascinante e sofferto. […] “Il giro del mondo in 80 stadi” è un meraviglioso viaggio da divano. Ci porta anche ad Haiti, al Parc Sainte Thérèse, alla periferia di Port au Prince, dove gioca il Don Bosco FC. Lì nessun calciatore indossa la maglia numero 10, ritirata in memoria di l Emmanuel Sanon detto Manno, che nel 1974 portò Haiti ai Mondiali in Germania e segnò anche un memorabile gol agli azzurri.»

Meltemi Editore.

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