Il furto dei quadri, dipinti dal Canaletto, a Caserta

di Domenico Pasquariello

Il furto dei quadri di Canaletto nella Reggia di Caserta avvenuto nel 1946.

Singolare è il caso della scomparsa di tre quadri di Canaletto, dipinti a olio, che rappresentano S. Marco a Venezia.
Insieme a un quadro a olio, rappresentante Nelson, e uno a tempera, rappresentante la vaccheria di S. Leucio, sono stati parte dell’arredamento dell’ufficio del generale Wilson, perché sono stati richiesti direttamente da lui.

L’immagine in allegato è una foto a colori del 30 aprile 1944 che riprende proprio il generale nell’ufficio in questione nella Reggia di Caserta.

Gli alleati a guerra finita ne chiedono l’acquisto che, ovviamente, viene negato. Dopodiché i quadri scompaiono misteriosamente.
Nel febbraio del 1946 Noce ci informa:

<< […] una miss, col grado di capitano, comunicò al conservatore che il Generale Clark desiderava acquistare i predetti quadri per cui le si fece osservare che non poteva essere possibile.

Recatisi la miss e il conservatore a vedere i quadri, gli stessi erano spariti. La miss allora promise di cercarli; e, assodato dove erano stati portati, ne avrebbe avvertito questa Direzione. Ma, finora la miss non si è fatta vedere.>>

Vista l’importanza dei quadri, interviene anche il ministero della pubblica istruzione:

<< […] è desiderio del ministero che venga regolarizzata la ricevuta relativa alla consegna dei cinque quadri di notevole valore artistico ritirati da una Commissione di Ufficiali Alleati in occasione del soggiorno del maresciallo Wilson nella Reggia di Caserta e si resta in attesa di ulteriori notizie al riguardo. >>

Regolarizzare la ricevuta significa rintracciare i quadri. Purtroppo neanche questo è possibile. Noce in una missiva a De Filippis racconta il triste epilogo dei cinque quadri preziosi:

[…] non è possibile ottenere che venga regolarizzata la ricevuta relativa alla consegna dei cinque quadri di notevole valore artistico, ritirati su richiesta del capitano Segalini della Commissione alleata dei monumenti, in occasione del soggiorno del Maresciallo Wilson in questa Reggia.

Sebbene furono compilate le relative ricevute, firmate dal conservatore e dallo scrivente sugli appositi moduli forniti dagli stessi alleati; esse, per la firma del maresciallo Wilson, rimasero in consegna del prefetto capitano Segalini. Questi però, malgrado le reiterate richieste, non le ha mai restituite regolarizzate perché, ora il maresciallo non era disposto, ora era occupato e ora assente dal suo Ufficio di Caserta. Finalmente, un bel giorno, anche il capitano Segalini lasciò questa Reggia e apprendemmo che era rientrato in America!

I quadri, a ogni modo, restarono nell’Ufficio del Maresciallo, come il conservatore poté constatare; e, solo quando il 6 febbraio dell’anno corrente una miss col grado di Capitano richiese di acquistarli in nome del generale Clark, e le fu risposto che non poteva essere possibile, non si rinvennero più al loro posto. La miss assicurò che li avrebbe ricercati e che ce ne avrebbe avvisati; ma, anche lei non si fece più viva e dei quadri non se n’è avuta più traccia. >>

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