Il disastro di Adua

di Restorica

1° Marzo 1896 disastro di Adua nel quale gli abissini del Negus Menelik II infliggono una sconfitta decisiva alle forze italiane del generale Baratieri. In difficoltà logistiche dopo una campagna inconcludente, Baratieri avrebbe voluto ritirarsi in Eritrea, ma i suoi generali insistevano per attaccare gli etiopi essendo questi troppo vicini per potersi ritirare in sicurezza. Le forze di Menelik, approfittando della superiorità numerica e della conoscenza del territorio, attaccarono gli italiani divisi in tre colonne di marcia troppo distanti tra loro per potersi soccorre vicendevolmente dato l’impervio terreno fatto di gole e montagne. Lo scontro fu una catastrofe con il quasi totale annientamento dell’esercito italiano; la prima conseguenza della sconfitta fu la caduta di Francesco Crispi e della sua democrazia autoritaria in quanto lo statista siciliano, già in difficoltà per il mai sopito scandalo della Banca Romana, aveva scommesso tutto sulla guerra d’Africa per controbattere alle difficoltà interne. Secondariamente Adua provocò il crollo del fronte interno in quanto era chiaro che per vincere la resistenza degli etiopi sarebbe stato necessario un dispendio di energie economiche e morali che il paese non poteva permettersi. A volte Adua è paragonata alla disfatta inglese a Isandlwana contro gli zulù, ma mentre la seconda, per quanto umiliante, fu solo un incidente di percorso (gli zulù vennero comunque domati in un paio di mesi), Adua segnò la fine delle ambizioni coloniali italiane almeno sino alla guerra di Libia del 1911.

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