Il conte di Cagliostro

di Federico Bucci

Giuseppe Balsamo, conosciuto come il Conte di Cagliostro, è da sempre una figura strana e controversa. Ciarlatano? Mago? Alchimista? Esoterista? Di sicuro una delle figure più enigmatiche del 700. Figura fondante della massoneria di rito egizio, contribuì alla fondazione della prima loggia in Italia. Durante il suo soggiorno parigino, fu coinvolto nel famoso scandalo della collana che gli costò la Bastiglia. Al rilascio, da innocente, venne espulso e riparò a Londra, dove si dedicò all’alchimia, ovviamente, con nessun risultato. Rientrato in Italia, nel 1788, giunse a Roma dove venne nuovamente incarcerato per aver, fondato la sua loggia massonica contravvenendo la norma dello stato pontificio che vietava, pena la morte, l’organizzazione si società massoniche. Processato e condannato, venne prima imprigionato a Castel Sant’Angelo, per poi essere trasferito, dopo l’abiura, nella fortezza di San Leo, nella più angusta cella della prigione chiamata il Pozzetto perché priva di porta, tant’è che venne calato dentro da una botola nel soffitto. Cagliostro morì il 36 agosto del 1795, in una tomba senza bara ne lapide. Si racconta che quando le truppe polacche, alleate dei francesi, due anni dopo, conquistarono la rocca, scoprirono ed esumarono il corpo ed usarono il suo cranio, per bere alcolici.

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