Il cigno minacciato

di Roberto Cafarotti

Beh, direi che è proprio furioso!
Le ali spalancate svolazzano minacciose; la forza che il cigno imprime loro lascia nell’aria alcune piume, staccate dalla violenza del movimento.
Ma perché mai sarà così incazzato?

Il cigno è piazzato stabilmente con le sue zampe larghe. Sono zampe grosse e piantate per bene, come per reagire di fronte ad un imminente attacco, a una seria minaccia. Il petto robusto e la direzione del capo sono rivolti in direzione della luce e verso la base di un piccolo specchio d’acqua dal quale emerge la testa di un cane da caccia, eseguito un po’ sommariamente. Ha la bocca aperta, mira alle uova che stanno nel nido dietro all’animale infuriato. Incombe sulla scena un cielo minaccioso. Sono venti di guerra. L’arte in questi casi diventa anche politica.

A metà del Seicento l’Olanda ha appena terminato la sua lunga guerra per l’Indipendenza, per staccarsi dal dominio spagnolo e diventare una potenza autonoma. Ma la sua ricca economia commerciale si scontra con l’altra potenza marittima che si oppone sull’altro lato del Canale: l’Inghilterra. Sono in gioco enormi interessi economici e strategici. Sul dominio del Nuovo Mondo e la protezione delle proprie colonie si gioca una guerra di posizione e di alleanze. L’Olanda è giovane e piccola ma anche molto agguerrita. Ha una flotta potente, evoluta tecnologicamente e supportata dall’energia di un’economia florida.

Ma l’Inghilterra di Lord Oliver Cromwell non è da meno e non può tollerare l’affermazione di una seconda potenza marittima così prossima che possa minacciare la propria espansione, per questo bastano la Spagna e la Francia, per cui è Guerra.
Le scritte sul dipinto, probabilmente poste successivamente, rendono espliciti gli attori di questa allegoria. Il cigno è la rappresentazione simbolica di Jan de Witt, Gran Pensionario d’Olanda, un titolo che corrisponde approssimativamente al capo del Governo della Provincia più importante fra le sette che nel XVII secolo costituivano i Paesi Bassi. Questo alto funzionario ebbe un ruolo molto importante nella gestione del Paese in un momento delicatissimo dove fra le questioni di politica estera di cui ho scritto ve ne erano anche molte altre di politica interna, nella quale si inserivano anche rivendicazioni religiose e lotte fra repubblicani e sostenitori della monarchia orangista.

Jan de Witt, ovvero il cigno che difendeva le uova (l’Olanda) dalla minaccia del cane (l’Inghilterra) fu un abile politico che sosteneva una disegno repubblicano, ma l’avvento disastroso della Terza guerra Anglo Olandese, nel 1672, determinò la sconfitta militare delle Province Unite e la caduta di de Witt. Ciò causò anche l’affermazione all’Interno del Paese delle forze Orangiste, sostenitori della casa D’Orange-Nassau, che si vendicarono arrestando De Witt all’Aja.

Durante una sommossa, dei rivoltosi entrarono nel carcere per attaccare Jan De Witt e suo fratello Cornelis che con lui condivideva la prigionia. Li trovarono e li assassinarono facendo scempio dei loro corpi, squartandoli e cannibalizzandone le membra. Così, quel Cigno, da difensore dell’Olanda ne divenne letteralmente preda. Un episodio poco edificante della storia di questo grande Paese, immortalato nella sua orribile crudezza da un altro pittore, Jan de Baen. Un periodo tremendo e conflittuale ma anche ricco di un’arte raffinatissima quella dei vari Vermeer, Rembrandt, Van Dyck, Frans Hals, ecc. che elevarono talmente tanto la sensibilità artistica da ispirare anche molti artisti cosiddetti minori nel produrre opere di altissima qualità.
(Roberto Cafarotti)

Jan Asselijn (1625-1672)

Il cigno minacciato, 1652, olio su tela dim 144 x 171 cm. Rijksmuseum, Amsterdam.

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