IL CASO MORTARA E IL FILM DI BELLOCCHIO

di Gigi Di Fiore

A Cannes, Marco Bellocchio ha presentato il suo nuovo film “Rapito”, ispirato a una nota vicenda storica accaduta nel 1858: il rapimento a Bologna, nell’allora Stato pontificio, del piccolo ebreo di 7 anni, Edgardo Mortara, sottratto alla famiglia e portato in un collegio cattolico a Roma. Battezzato di nascosto da una domestica, era divenuto cristiano. A 18 anni avrebbe voluto tornare alla sua religione originaria, ma si sentiva anche legato a papa Pio IX. Ne nacque un caso politico: su istigazione di Cavour, le istituzioni ebraiche protestarono, ma Pio IX fu irremovibile. Lo scrittore e giornalista Vittorio Messori pubblicò nel 2005 il diario inedito di Mortara, che difendeva Pio IX denunciando le strumentalizzazioni dei liberali che avevano montato il caso. Sulla vicenda scrisse Raffaele De Cesare, ma anche Angela Pellicciari e più storici risorgimentali. Da qui la curiosità su come Bellocchio abbia reso la vicenda nel suo film. Da vedere.

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