Il brigante e il generale

di Emiliano Beri

Carmine Pinto insegna Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha scritto sui sistemi politici del Novecento e si occupa di guerre civili e movimenti nazionali nel XIX secolo.
Per Laterza è autore di La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870 (2019, vincitore, tra gli altri, del Premio Cherasco Storia, del Premio SISSCO, del Premio Fiuggi Storia e del Premio Basilicata).

Subito dopo l’Unità l’Italia si trovò a combattere una vera e propria guerra civile, quella per il Mezzogiorno. Una guerra che ebbe tra i protagonisti un brigante e un generale, Carmine Crocco e Emilio Pallavicini
di Priola. Uno spavaldo erede del mondo feudale contro un baldansoso aristocratico di spada, l’ultimo esercito dell’antico regime contro il primo esercito nazionale. Una storia che ancora oggi suscita emozioni e divide .

Sulle rive dell’Ofanto, nel Mezzogiorno italiano, un secolo e mezzo fa si svolse una grande sfida. Da una parte c’era il brigante, Carmine Crocco. Pastore, militare, bandito di professione, divenne il capobanda più famoso nelle campagne meridionali dopo il 1860. Alla guida del brigantaggio filoborbonico, sperimentò forme di guerriglia che avranno fortuna nel XX secolo, anticipandone gli aspetti politici e una organizzazione criminale su larga scala. Dall’altra parte, il generale, Emilio Pallavicini di Priola, aristocratico sabaudo, militare esperto in operazioni speciali e al comando di reparti schierati nella campagna contro il brigantaggio. Il generale era parte dell’antica aristocrazia di spada ed interpretò la conclusione di un processo secolare, in cui i ruoli militari passavano definitivamente ai professionisti
della guerra.
Nel primo decennio dell’Italia Unita furono questi due uomini, lontanissimi per origine e formazione, i protagonisti più conosciuti della Guerra per il Mezzogiorno. Carmine Pinto racconta le loro ‘vite parallele’ e, attraverso queste, gli episodi, i luoghi, le battaglie e le leggende, la guerra tra il primo esercito nazionale e l’ultimo dell’antico regime, fino allo scontro finale e al sorprendente epilogo delle loro esistenze.

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