Il 5 agosto 1772

di Marco Bresciani

Duecentocinquant’anni fa, il 5 agosto del 1772, Prussia, Russia e Austria compirono la prima delle tre spartizioni polacche. In tre fasi, tra il 1772 e il 1795, sarebbe scomparso, diviso tra le tre grandi potenze imperiali, uno dei maggiori stati europei, ossia la Confederazione polacco-lituana. Non è un anniversario solenne come quello della presa della Bastiglia o drammatico come quello dello scoppio della Grande guerra. Ma Franco Venturi lo aveva capito benissimo: oscurate dall’importanza delle rivoluzioni americana e francese e dalle loro eredità, le spartizioni polacche furono a ben vedere una vera e propria rivoluzione geopolitica le cui ripercussioni politiche e culturali sono giunte fino ai nostri giorni.

Senza di esse non si può capire la storia dell’Europa moderna e contemporanea, una storia d’Europa che non si riduca alla sua estremità occidentale. Senza di esse non si possono cogliere quelle dinamiche di lungo periodo che governarono i processi di integrazione e disintegrazione degli imperi continentali, che alimentarono varie forme di nazionalismo tra Est e Ovest, che contribuirono a determinare le lontane premesse per le guerre totali e gli esperimenti totalitari del ventesimo secolo.

Senza di esse non si possono comprendere le remote precondizioni delle dinamiche che hanno portato alla costituzione e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, e all’attuale guerra russo-ucraina. Eppure, di tutto questo raramente si trova traccia nei manuali di storia. Poi non possono stupire il disorientamento, le incomprensioni e i fraintendimenti di fronte alla crisi presente.

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