I nostri sentimenti difronte alla guerra in Ucraina

di Helena Janeczek

Stamattina mi è venuto in mente Sting che canta “the Russians love their children too”, canzone che mi è sempre parsa musicalmente splendida, finché non ho scoperto che ha preso la melodia paro paro da Prokofiev.

Oggi quelli che hanno i nostri stessi sentimenti e bisogni elementari, quelli che rischiano di perdere la vita, la casa ecc. sono gli ucraini, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno delle idee che condividiamo.

Ma lo sono, in secondo luogo, anche i russi che pagheranno il prezzo delle sanzioni (e sono già quelli che patiscono sia le sanzioni che la cleptocrazia corrotta e autoritaria che li governa) e avranno dei lutti tra i soldati mandati a invadere l’Ucraina, sempre a prescindere se appoggiano o meno la politica di Putin.

Sì, questo è un pensiero “solo” umanitario, accusabile di essere politicamente ingenuo o addirittura ideologico.
Ma io non so cosa significhi essere “di sinistra” quando si perde la prospettiva su quello che viola le basi della vita dei nostri simili che anche nella nostra Costituzione sono definite dei diritti inalienabili.

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