I furbetti della comunicazione

di Nando Astarita 

Qualche giorno fa l’ottima notizia, che la Biblioteca Nazionale di Napoli ha digitalizzato e reso disponibili sulla sua 𝗕𝗶𝗯𝗹𝗶𝗼𝘁𝗲𝗰𝗮 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲 tutte le “carte” d Luigi Vanvitelli in suo possesso, è stata giustamente diramata come informazione culturale scatenando però, dai soliti incontinenti del “bravibenebis” ” e dall’umettosa quanto superficiale cortigianeria un immeritato riconoscimento per la Reggia di Caserta.

E così plausi e congratulazioni sono stati tranquillamente incassati anche se in tutto ciò la Reggia Caserta non ha alcun merito.

Anzi, aver diramato questo annuncio pare quasi quasi una sfacciata provocazione.

Infatti, ben tre anni fa, grazie anche a nostra decisa e doverosa perseveranza, consentimmo alla Reggia di Caserta di acquisire al fondo dell’epistolario di Luigi Vanvitelli tutte le lettere dell’anno1758 che risultavano mancanti da circa 50 anni nell’ignavia più assoluta di quanti in tutto quel tempo avrebbero avuto il dovere non solo morale ma anche istituzionale di recuperarle.

Comunque, completata finalmente la raccolta, si potè completare anche la relativa digitalizzazione che, ricordiamolo, è ormai un diffuso e condiviso imperativo della funzione museale perché oltre a rispondere ad una doverosa maggiore esigenza morale di diffusione e accessibilità della cultura assicura anche una migliore conservazione di preziosi documenti non di rado fragili .

Dunque, da ben 3 anni 3 la più importante testimonianza epistolare esistente di Luigi Vanvitelli , cioè le oltre 1200 lettere al fratello, finalmente sono state doverosamente digitalizzate.

E allora perché dopo tanto tempo non sono ancora in line?

Sarà forse perché per “motivi tecnici” non sono accessibili on line da chiunque? Se fosse vera questa ipotesi come è potuto accadere tutto ciò?

Di chi la responsabilità del caso?

Risposte al riguardo sono dovute e vanno richieste.

Viceversa si assiste impassibili all’ennesimo, vergognoso “ buco nero” di questa gestione Reggia che, ancora una volta, invece di essere trasparente sulla vicenda preferisce sottrarsi ed anzi sfacciatamente propagandare meriti altrui godendone perfino di di riflesso.

Al di là delle più inverosimili voci su questa penosa vicenda, quanto minimo rivelatrice di inefficienza gestionale, la realtà è quella sotto gli occhi di tutti: nemmeno nell’anno delle celebrazioni vanvitelliane la Reggia di Caserta è stata in grado di mettere online la più preziosa e importante raccolta epistolare esistente di Luigi Vanvitelli che ha la fortuna di possedere.

Semplicemente sembrerebbe non averne sentito il dovere morale e istituzionale.

Alla reggia pare si preferisca autocelebrarsi, talvolta perfino comicamente oltre che inopportunamente, piuttosto che celebrare ciò e chi amdrebbe doverosamente celebrato.

Ma qui, oltre che di sensibilità è probabilmente anche una questione di consapevolezza sempre più spesso solo epidermica .

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