Gustavo Coccanari

di Maria Antonietta Coccanari

Ciao Zio Gustavo, oggi avresti compiuto 126 anni.

Eri il riferimento fondamentale della nostra famiglia, tramandando soprattutto ai tuoi due nipoti, io e Gianni Cipriani, l’entusiasmo per la molteplicità del sapere e per la conservazione della memoria personale e archivistica della nostra famiglia che è la più antica di Tivoli, in un tempo dove la Storia ha poco spazio nei tempi della velocità presentificata.

Gustavo è il primogenito dei primogeniti dei primogeniti del nostro ramo dei conti Coccanari de’ Fornari. È  stato l’ultimo della famiglia ad esprimere il ruolo di capo della città dopo 8 secoli di carica ininterrotta, primo sindaco della Repubblica nel secondo dopoguerra.

Con l’amico d’Annunzio fece la Presa di Fiume e assorbì dal Vate l’ardore per la cultura umanistica e lo stile forbito. Fondò, e ne fu primo presidente, la sezione di Tivoli dell’Associazione Partigiani Italiani.

Rifondò insieme con Vico Bacecci, dopo la pausa bellica, la Società Tiburtina di Storia e d’Arte assumendone la presidenza e avendo sempre al suo fianco il grande studioso Enzo Mosti che fu anche caporedattore degli Atti della Società stessa, che Gustavo fece ripristinare, di cui lui come giornalista fu direttore responsabile.

Particolarmente meritoria la capacità di farli riconoscere dalla Presidenza della Repubblica nel 1952 “rivista di elevato valore culturale”.

Nella sua lunga presidenza, molto importante anche il ripristino del Premio Bulgarini, per gli scolari distintisi nello studio della Storia della città, la cui preparazione avveniva sul suo libro che è rimasto il più famoso tra quelli adottati nel tempo.

Caro zione, adesso non ricordo un sacco di altre cose che hai fatto, ma insieme con Gianni ricordiamo la tua aria autorevole, la battuta folgorante, e la fiducia con cui ci eleggevi continuatori ideali del tuo slancio socioculturale. Noi ce la mettiamo tutta per non deluderti, poi… si vedrà…. Intanto è il nostro prioritario compito della vita, continuare e compiere l’opera degli antenati (ben ci capisce l’amico principe Urbano Barberini): così avrebbe detto l’adorato Carl Gustav Jung.
💖

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *