Gli ultimi giorni di Robespierre

di Federico Smidile

Jacques Ravenne, Les dernières jours de Robespierre. La chute.

Putain que livre !!! No. Non è una parolaccia ma un’espressione ammirata per un libro di 260 pagine che ci trascina, noi che viviamo NELLA Rivoluzione francese, nella Parigi bollente, e non solo per l’estate, della fine di luglio del 1794. In una città dove la rabbia, il terrore, una disumana virtù, la Rivoluzione incarnata, brucia le strade, le vie, le anime. Ravenne è un narratore cinematografico, che mostra quello che scrive e fa sentire il terremoto che investe tutti, grandi e piccoli. Robespierre travolto (da sè stesso più che dai “traditori”), i deputati sconvolti che decidono, senza saperlo, di salvare la piovra Fouché dopo aver dannato Danton (caxxooo ma come si fa!). Il Tribunale rivoluzionario che diventa da organo di una “legalità”‘ mostruosa vera forza militare mentre a Parigi si scatena la barbarie. E tutto questo narrato in diretta, come se si fosse lì. Ravenne romanza ma non inventa. Scrive di storia e avvicina alla storia. Anche nelle ironie della storia: il mitico soldato che di cognome fa Merda e che spara (o forse cerca di fermare Maximilian che si vuole uccidere?) causando il disastro dell’agonia di Robespierre che morirà urlando di dolore per il distacco (alla lettera) della mascella. Insomma un libro da leggere, peccato non si trovi in italiano…

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