Gli incalcolabili danni del trash

di Salvatore Bottari

Oggi chiacchieravo con un’amica e collega mia coetanea e concordavamo che 30 anni fa, negli anni della nostra formazione, oltre a esserci meno ignoranza diffusa, si aveva comunque pudore della propria ignoranza. Oggi invece la propria ignoranza viene esibita e diviene protervia e violenza contro le persone che conoscono determinati argomenti magari per il fatto che li studiano da una vita .

E’, ad esempio, il caso dell’aggressività proterva e ignorante dei “no vax” contro virologi e immunologi. Oggi non c’è rispetto dei saperi, sembra che uno valga uno, anche se quell’uno è qualcuno che durante la vita non ha combinato nulla di buono. Credo che questa deriva sia stata in parte determinata da quando è entrata in circolo l’idea mistificatoria che basta fare clamore e i massa media sono divenuti moltiplicatori non del meglio di noi, ma del peggio di noi. Quindi trasmissioni televisive che invece di mostrare gente che sa fare spettacolo perché sa cantare, ballare o recitare, mostrano invece ragazzotti e ragazzette che parlano del nulla e lo fanno in modo sgrammaticato, o due signore di mezza età che si insultano: insomma gente che non vorremmo come vicini di casa perché vogliamo stare lontani dalla loro volgarità e che i media tramutano nelle nuove star e dunque negli esempi che le nuove generazioni vogliono emulare.

Quindi, se un tempo un giovane voleva diventare un bravo atleta come il ciclista Moser o una grande attrice come Mariangela Melato, oggi vuole andare in TV per partecipare al Grande fratello come quell’incapace del figlio di Moser o vuol fare l’opinionista nelle trasmissioni trash come le orrende megere che affollano le trasmissioni della De Filippi. Una volta si ascoltava in silenzio quando Enzo Biagi intervistava Norberto Bobbio o Pier Paolo Pasolini. Adesso si aspetta la zuffa televisiva col Vittorio Sgarbi di turno che prende a male parole questo o quell’altro. Cose patetiche.

Oggi grandi leader come De Gasperi o Aldo Moro, che erano votati perché la gente li stimava ma non erano mica telegenici o gradi personaggi della TV, non sarebbero più votati perché la gente non vuole chi é migliore di sé e sa indicare una strada, risolvere un problema. La gente oggi vuole rispecchiarsi in qualcuno che rappresenti il peggio di sé e dunque preferisce qual razzista di Salvini che il massimo che sa fare è mangiare la granita se viene in Sicilia, la ‘nduja se va in Calabria e, naturalmente, il risotto quando sta a Milano. Tutto in nome di un’apparenza senza idee, vuota, squallida, corriva.

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