Giovanni Messe

di Giacomo Iorio

L’EROE DEL COL MOSCHIN: IL MAGGIORE GIOVANNI MESSE E LA LEGGENDA DEL IX REPARTO D’ASSALTO

Molti ricordano Giovanni Messe come il celebre Maresciallo d’Italia della Seconda Guerra Mondiale. Ma la sua leggenda nasce molto prima, nel fango e nel sangue delle trincee della Grande Guerra, quando, con il grado di Maggiore, guidò un’azione così epica da dare il nome alle moderne Forze Speciali italiane.
Questa è la storia del Maggiore Messe e della battaglia per il Col Moschin.
Il Contesto: Giugno 1918
Siamo nel pieno della “Battaglia del Solstizio”. L’esercito austro-ungarico lancia una massiccia offensiva per sfondare definitivamente le linee italiane. Sul Massiccio del Grappa, la situazione è critica: il nemico riesce a conquistare cime strategiche vitali, tra cui il Col Fagheron, il monte Fenilon e, soprattutto, il Col Moschin. Se gli austriaci non vengono fermati lì, la via per la pianura veneta è spalancata.

L’Ora degli Arditi
Per sventare il disastro, il Comando italiano chiama le sue truppe d’élite: gli Arditi. Il Maggiore Giovanni Messe si trova al comando del IX Reparto d’Assalto. Messe non è un ufficiale da retrovia; è un tattico brillante, carismatico e abituato a combattere in prima linea al fianco dei suoi uomini.
Il Contrattacco (15-16 Giugno)
Il piano di Messe è audace e brutale. Niente lunghi assalti di fanteria, ma le tattiche fulminee e letali degli Arditi:
15 Giugno, ore 14:00: Sotto un violento nubifragio, Messe lancia i suoi uomini contro il monte Fenilon. Armati quasi esclusivamente di petardi Thevenot (bombe a mano) e pugnali, gli Arditi di Messe travolgono le difese nemiche in un furioso corpo a corpo. In pochi minuti la cima è ripresa.
15 Giugno, sera: Senza dare respiro al nemico, il Maggiore guida il IX Reparto all’assalto del Col Fagheron, strappandolo nuovamente agli austriaci.
16 Giugno, ore 07:00: L’obiettivo finale. Il Col Moschin è pesantemente difeso, ma gli Arditi di Messe scattano fuori dalle trincee. Con un impeto inarrestabile, in soli dieci minuti di combattimento feroce e ravvicinato, il IX Reparto espugna il Col Moschin.

Il Bilancio e l’Eredità
L’azione del Maggiore Messe fu un capolavoro tattico e un trionfo di coraggio. Il suo reparto non solo salvò l’intero settore del Grappa, ma catturò oltre 300 prigionieri e numerose mitragliatrici, perdendo pochissimi uomini grazie alla velocità e alla violenza dell’assalto. Per queste azioni, Messe fu decorato sul campo.
Oggi, l’eredità di quegli uomini spietati e coraggiosi vive ancora. Il 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” (le Forze Speciali dell’Esercito Italiano) porta il nome di quella cima proprio in onore dell’epica impresa compiuta dal IX Reparto d’Assalto del Maggiore Giovanni Messe.
Il grido di battaglia è rimasto lo stesso: “Come Folgore dal cielo, come Nembo di tempesta!” (per i paracadutisti) ma lo spirito è forgiato nel ferro di quel giugno 1918.
Conoscevi l’incredibile storia del Maggiore Messe durante la Prima Guerra Mondiale? Scrivilo nei commenti!

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