Gian Domenico Zucca

di Franco Castelli

GIANNI, intellettuale anomalo e anarchico.

Mi giunge la notizia della scomparsa di Gian Domenico ZUCCA, Gianni, l’amico inquieto e geniale di Castellazzo Bormida, mio coetaneo o quasi.
La notizia mi rattrista profondamente, anche perché da parecchio tempo non ricevevo più le sue telefonate bizzarre, nelle ore più strane, che iniziavano spesso con una canzone in dialetto e proseguivano con strani quesiti attinenti il nostro patrimonio etnografico.
Aldilà di questi aspetti “folkloristici”, Gianni era un grande e geniale ricercatore e studioso, che soffriva purtroppo dell’ isolamento e della incomprensione cui vanno solitamente soggette le persone un po’ fuori dell’ordinario, specie se vivono in una comunità paesana.
Laureato in geologia, nutriva interessi culturali molteplici, che andavano dall’antropologia all’astronomia alla linguistica, dialettologia, dalla storia locale alla storia del movimento anarchico ecc.
Ma certo ciò che più lo coinvolgeva, era l’amore per la sua terra, il suo paese, la sua valle Bormida, di cui indagava tradizioni, leggende, dialetti, usanze, ritualità. Ecologista convinto, per la difesa e salvaguardia dell’ambiente della Valle Bormida si batteva senza sosta, senza remora alcuna.
Scrittore prolifico e incontenibile, torrenziale, mai soddisfatto di quanto veniva producendo (di lì per editori o redattori la difficoltà di seguire le innumeri successive versioni di un suo testo, saggio o libro che fosse), nonostante questa poco metodica pratica creativa, ha pubblicato tantissimo, nelle sedi più varie, sugli argomenti più disparati, e mai cose banali o riciclate, sempre di grande originalità e frutto di ricerche e considerazioni personali.
Bisognerà fare lo sforzo di raccogliere, un po’ per volta, la sua bibliografia molteplice, che va da giornali e riviste locali a riviste nazionali specializzate come “La Ricerca folklorica” o “Quaderni di Semantica” o il “Quaderno di storia contemporanea” del nostro Istituto ISRAL, di cui era collaboratore sin dalle origini.
Solo allora potremo valutare la sua sorprendente capacità di scrittura e la sua testarda volontà di indagare le proprie radici, con impegno e passione, da solo e contro tutti.
Ciao Gianni, sit tibi terra levis.

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