Gastone Cottino

di Alessandro Vivanti

Un importante ricordo del Professor Gastone Cottino nell’articolo di Andrea Parodi su La Stampa.

A quasi 99 anni è scomparso questa mattina Gastone Cottino, docente emerito di diritto commerciale all’Università di Torino. Era soprattutto conosciuto per essere stato un antifascista e un partigiano, nel gruppo di giovani liberali che il 26 aprile 1945 ha assaltato e liberato il Palazzo di Città. Anche ricordando questo episodio, centrale per la storia di Torino nel 2015, era stato insignito del Sigillo Civico della Città, insieme a Sante Bajardi (scomparso lo scorso ottobre) e a Bruno Segre.

Nato l’8 febbraio 1925, Cottino faceva parte di una famiglia di giuristi. Dopo la guerra si laurea in giurisprudenza e si specializza in diritto commerciale, di cui è stato a lungo il decano a livello nazionale. A 18 anni, nel 1943, si trova nel pieno degli eventi dell’8 settembre e assiste alla nascita della Resistenza torinese, entrando nelle file dei Giovani liberali con il nome di battaglia «Lucio».

La mattina del 26 aprile 1945, proprio quella del famoso «Aldo dice 26×1», si trova nell’abitazione di Edgardo Sogno, altra grande figura della Resistenza torinese, in via Donati, per ritirare alcune armi destinate alla liberazione del Municipio di Torino. Riguardo questo episodio racconterà lui stesso, a La Stampa, in tempi recenti: «In una via Cernaia ancora distrutta mi trovavo con un carretto in mano. Una coperta copriva allo sguardo dei pochi passanti il materiale che stavo trasportando. Passai indenne sotto la Caserma Cernaia. Si rende conto? Oggi è la sede della Scuola allievi dei carabinieri, ma all’epoca era di stanza la Brigata Nera. Ancora mi domando come sia stato possibile. A guidarmi era sicuramente l’incoscienza dei vent’anni, ma soprattutto la consapevolezza che eravamo nell’imminenza di un evento di portata storica. È stata determinante, in questo, la collaborazione dei Vigili Urbani. Abbiamo così arrestato il podestà Michele Fassio. C’è una foto che immortala quel momento: con tutto il gruppo siamo ritratti sul balcone del Municipio già libero. L’edificio è visibilmente danneggiato in più parti per colpa degli attacchi tedeschi».

Nel suo percorso di giovane partigiano ha incontrato e conosciuto personalità importanti: dal colonnello Giuseppe Ratti al giurista Paolo Greco, dal futuro vicedirettore La Stampa Carlo Casalegno all’editore Paolo Boringhieri, dal saggista Franco Antonicelli al politico Vittorio Badini Confalonieri. E poi ancora don Luigi Cocco, un missionario salesiano che gestiva una delle radio clandestine partigiane. Per due volte ha rischiato di essere catturato. La prima nel giugno del 1944, nei giorni dello sbarco in Normandia. Lo avevano praticamente preso, ma approfittò di un momento di distrazione per scappare, trovando riparo a bordo di un tram.

La seconda volta il 21 gennaio 1945: una ragazza repubblichina di 16 anni si era infiltrata facendo innamorare un membro del suo gruppo. Li denunciò e Cottino riuscì a salvarsi unicamente grazie alla verduriera sotto casa, che lo aiutò ad essere salvato nell’abitazione di altri torinesi silenziosi, che lo spacciarono per un loro nipote proveniente dalla Sardegna.

https://www.lastampa.it/torino/2024/01/04/news/morto_il_professor_gastone_cottino_lultimo_partigiano_che_libero_torino-13972557/

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