Francesco Arcangeli

di Corrado Vivanti 

Oggi 10 luglio, un debito ricordo allo storico dell’arte, poeta e critico letterario Francesco Arcangeli, nato a Bologna nel 1915 e morto nella stessa città il 14 febbraio 1974.

Fu testimone e fondamentale protagonista attraverso l’insegnamento, l’attività accademica, la tutela museale, una serie di grandi mostre e numerosi scritti e interpretazioni innovative. Francesco Arcangeli, insieme a Carlo Volpe furono tra i più affezionati allievi di Roberto Longhi e ne ereditarono l’impegno didattico e di studio. Laureatosi con Longhi nel 1937, gli succedette sulla stessa cattedra dell’università felsinea trent’anni dopo.

A partire dagli anni Cinquanta, per iniziativa del soprintendente Cesare Gnudi, coadiuvato da giovani studiosi, quali Gian Carlo Cavalli, Eugenio Riccomini, Andrea Emiliani, lo stesso Arcangeli, svolse una serie di importanti biennali d’arte antica, che posero nella giusta luce i protagonisti della scuola classica bolognese: i Carracci, Guercino, Guido Reni.

A questa serie appartiene la mostra “Natura ed espressione dell’arte bolognese-emiliana”, curata da Arcangeli nel 1970, che riassunse anni di riflessioni e di studi, delineando una lunga stagione “anticlassica” dell’arte emiliana, dal romanico Wiligelmo fino al contemporaneo Giorgio Morandi. Con quest’ultimo pittore, il critico ebbe un “rapporto fatale”, che segnò profondamente la sua vita, vedendosi contestata e infine respinta la monografia a lui dedicata. Non può essere infine trascurato il suo aspetto di critico militante, amico e compagno di pittori, capace come pochi di penetrare nell’intimo del loro lavoro.

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