Filosovietici nel PCI

di Brunello Mantelli

Guardate che i più filosovietici (a parte Cossutta che però contava poco) erano proprio Amendola e Napolitano. I critici dell’URSS stavano semmai alla sinistra del partito, NON alla destra, ed erano riconducibili a Pietro Ingrao (non per caso il gruppo de “Il manifesto” era composto, in senso lato, da ingraiani). Le cose son più complicate di quel che sembrano.

Inoltre c’era la guerra fredda e c’era stata Yalta. Non per caso sia gli operai berlinesi del 1953, sia Imre Nagy ed i consigli operai ungheresi del 1956, sia la costruzione del muro di Berlino, sia Aleksander Dubcek e i consigli operai cecoslovacchi nel 1968 furono lasciati da soli dall’Occidente (belle parole a parte), così come erano stati mollati da soli i greci dell’EAM-ELAS subito dopo il 1945, quando la Jugoslavia di Tito chiuse la frontiera con la Grecia e la Bulgaria evitò in ogni modo di compromettersi. La guerra fredda e Yalta furono una realtà. Togliatti ne era perfettamente consapevole. A farne le spese furono le terze forze, ad Occidente come ad Oriente.

Poi, storicamente valutando, meglio assai esser vissuti ad Ovest di Yalta, a Sud dello Yalu, oltre lo stretto di Formosa. Ma noi sappiamo come è finito il film. Chi visse allora no.

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