Ferragosto di firme

di Pasquale Palmieri

È un Ferragosto di firme. Solo per alcuni.

Le cronache sono concentrate sull’assurdo balletto di alleanze, accordi e candidature di queste settimane.

Rischiamo quindi di dimenticare un nodo fondamentale: ci sono partiti che possono essere presenti sulle schede per diritti acquisiti in passato (la normativa è farraginosa, a dir poco), o perché decidono di affiancarsi a un altro simbolo.

È il caso, ad esempio, del nuovo soggetto politico creato da Luigi Di Maio, che approfitta del soccorso provvidenziale del “Centro” di Bruno Tabacci (lo stesso Tabacci nel 2018 aveva permesso a “Più Europa” di Emma Bonino di evitare la raccolta firme) per entrare in un cartello elettorale più ampio. O di “Azione” che può scansare questa fastidiosa incombenza, dopo tanto parlare, solo sfruttando il simbolo di “Italia Viva”.

Ci sono invece partiti o movimenti costretti a raccogliere, in pieno agosto, decine di migliaia di firme in tutte le circoscrizioni. Solo per essere presenti alle elezioni e sottoporre ai cittadini la loro proposta politica.

Vi chiedo quindi di fare quello che ho fatto questa mattina: recarvi negli uffici comunali della vostra città, chiedere l’elenco delle liste che intendono presentarsi alle elezioni, firmare per una di quelle che ritenete rispettino i valori della nostra Costituzione.

Non c’entra la decisione che prenderemo il 25 settembre: scrive una persona che, al momento, è a dir poco confusa. Si tratta solo un piccolo gesto utile a far funzionare la nostra fragile democrazia.

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