Fernanda Wittgens

di Alessandro Vivanti

Domani, Giovedì 21 Dicembre, trasferta meneghina per la presentazione del libro Fernanda! Fernandissima!
Wittgens alla prova della modernità, di Erica Bernardi e Giuseppina Di Gangi.
Alle 16.00 nella Sala di Lettura della Biblioteca Nazionale Braidense in via Brera 28.
Con le autrici interverrà James M. Bradburne, già Direttore Generale della Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense.

Fernanda Wittgens, uscita dal carcere, sa che l’arte e il museo possono essere due preziosi strumenti
nelle sue mani per riscattare una società intera dagli orrori della guerra.
Mette quindi in atto una politica culturale volta a recuperare il tempo perso durante il conflitto: integrare le collezioni della Pinacoteca di Brera dove si erano interrotte, l’amato Ottocento e il Novecento; lavorare con i più importanti collezionisti al fianco degli Amici di Brera per promuovere l’arte moderna italiana all’estero (Jucker, Jesi, Mattioli, Vitali), garantendosi così ricche donazioni; caratterizzare Milano come città dell’arte moderna, e farlo attraverso una politica espositiva che la vede mettere a segno un successo dopo l’altro nella cornice di Palazzo Reale.
Dal punto di vista museale è pioniera e promotrice di una visione nella quale devono convivere cultura estetica e ruolo sociale. La sua idea di modernità si pone in perfetto equilibrio tra forme misurate e funzionali dell’allestimento e iniziative educative, contribuendo concretamente al radicale rinnovamento del concetto di museo a livello internazionale.

Il personaggio di Fernanda Wittgens è particolarmente caro in famiglia poiché aiutò a scappare e a rifugiarsi in Svizzera Paolo D’Ancona, sua moglie Mary Cardoso e la loro figlia Cocchi/Maria Costanza. Lo zio Paolo fu suo docente di storia dell’arte all’Università di Milano e insieme a lei e a Maria Luisa Gengaro scrissero nei primi anni ’30 del Novecento il noto manuale di storia dell’arte per la Casa Editrice Marzocco di Firenze.
È altresì nota la pubblicazione a due mani (D’Ancona/Wittgens) dell’Antologia della moderna critica d’arte (Milano 1927), dedicata a Lionello Venturi.
Fernanda Wittgens, ritornata ad affiancare Ettore Modigliani come pro-direttore e commissario per l’Accademia delle Belle Arti di Brera nel dopoguerra, morì precocemente l’11 luglio 1957, sette anni prima del suo professore Paolo D’Ancona (30 aprile 1964), che dopo essere stato reintegrato come docente di storia dell’arte all’Università di Milano, ebbe l’incarico di riallestire il Museo Poldi Pezzoli.

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