Fare il libraio a Palermo

di Piero Ricca

Curioso di tracce d’umanità evoluta, entro a Palermo nella libreria di Piero, una gemma incastonata in un campanile. È un uomo riflessivo e riservato. Gli chiedo di consigliarmi un libro e iniziamo a dialogare.
“Da quando avevo 20 anni sono un libraio. Il mio mondo è fatto di parole stampate sulla carta. Ho aperto e diretto le principali librerie di Palermo. Tra queste la ‘Broadway’, gestita per vent’anni dalle mie due figlie. Un punto di riferimento in Sicilia per l’editoria dello spettacolo. Ho 74 anni, potrei starmene a casa a fare il pensionato, ma da qualche anno sono titolare di questa libreria nel centro storico. Qui passo le mie giornate. L’ho voluta come la desideravo, piccola ma adatta a me. Qui ascolto la musica che mi piace, propongo gli autori che amo. È una libreria che seleziona i suoi visitatori. Non vengono da me a comprare certi ‘prodotti editoriali’ che oggi si portano molto. Con il rispetto dovuto, i libri sono un’altra cosa. La libreria sta dentro il campanile di una chiesa del Seicento, San Giuseppe dei Teatini. È una ‘Stanza di Carta’ che si sviluppa in senso verticale. Leggere buoni libri è necessario: aiuta a non naufragare nella volgarità di un tempo che ci vuole idioti. Posso apparire un sopravvissuto, ma non sono malinconico. Buona parte dei miei clienti abituali sono giovani. Il declino dell’editoria libraria di qualità è evidente, ma in un formato o nell’altro il Libro vivrà. Niente potrà mai sostituirlo nel nutrire la mente degli spiriti inquieti”.

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