Fake news

di Massimiliano Griner

Sul Corriere della Sera Massimo Gaggi racconta di quando, negli anni Cinquanta, l’Unità, organo del PCI, meditò di pubblicare una foto giovanile di nudo dell’ambasciatrice USA a Roma Clare Boothe Luce. L’antipatia per il comunismo dell’ambasciatrice era leggendaria e il PCI voleva screditarla una volta per tutte.
Erano gli anni Cinquanta, e bastava poco per rovinare la reputazione di una donna.
La notizia proviene da un cablo della CIA appena de-classificato dal presidente Biden, e quindi reso accessibile a tutti.
L’Unità non pubblicò mai quella foto, e Gaggi ammette che “potrebbe anche aver rappresentato una persona diversa” dall’ambasciatrice, lasciando intendere che comunque l’accostamento non sarebbe stato del tutto assurdo, dato che l’ambasciatrice, benché zelante cattolica, era anche una donna disinibita.
Lo scrittore Roald Dahl se la ricordava bene, Clare.
Da giovane era stato un aitante “proxy” dei servizi segreti inglesi, che l’avevano mandato a a Londra a spiare il marito di lei, il potente editore Henry Luce, e per farlo era finito a letto con la futura ambasciatrice. Ricordando le tre notti trascorse con lei, annotò: “I am all fucked out. That goddamn woman has absolutely screwed me from one end of the room to the other for three goddamn nights.”
E non basta. Clare era anche una discreta consumatrice di LSD. Vuoi che non si fosse fatta ritrarre nuda, da giovane?
Sarebbe insomma una storia curiosa, quella raccontata da Gaggi per i suoi lettori del Corriere.
Peccato però che sia del tutto infondata.
Intanto perché, come si legge benissimo nel documento de-classificato (peraltro pubblicato nel Corriere), la fonte del cablo, un informatore dal nome in codice “Ouverture”, a differenza di Gaggi sapeva benissimo chi era la ragazza nuda, coperta con il solo ventaglio, della foto.
E’ la ballerina e attrice americana Claire Luce, una che danzava nelle leggendarie Ziegfeld Follies di Broadway, e che, benché coetanea (erano nate entrambe nel 1903, entrambe nello Stato di New York) non può certo essere confusa in alcun modo con l’ambasciatrice Clare (non Claire) Boothe Luce.
La foto con il ventaglio è facilmente reperibile su internet, anche senza procurarsi una rarissima copia della rivista originale, “Fiammetta” (che però è acquistabile su ebay con un clic).
Quindi, quello che Ouverture stava dicendo alla CIA nel 1954 era tutta un’altra cosa rispetto a quello che riporta Gaggi nel suo articolo.
Diceva cioè che un comunista di Trieste aveva trovato un nudo della ballerina Luce su una rivista del 1926 e proponeva all’Unità di ri-pubblicarla nel 1954 per gettare fango sull’ambasciatrice americana in Italia.
Contando sul fatto che i lettori dell’Unità (probabilmente trinariciuti anch’essi come i militanti del PCI), si bevessero la fake news, basata sulla somiglianza dei nomi (Claire e Clare).
E forse se la sarebbero bevuta, come forse se la sono bevuta anche molti lettori del Corriere di oggi.
Per fortuna quel falso l’Unità se lo risparmiò.
L’articolo di Gaggi comunque un paio di cose interessanti, e profondamente vere, ce le dice lo stesso.
La prima che ormai i giornalisti, neanche quelli della vecchia scuola, come Gaggi, fanno un minimo di sforzo di verifica prima di consegnare un articolo, e non parliamo la redazione prima di pubblicarlo.
E la seconda, che le “veline” dei servizi bisogna saperle maneggiare.
Altrimenti è facile essere sviati e sviare. In fondo, è solo per quello che sono costruite.

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