Esterno Notte: il ritratto di Cossiga

di Guido Melis

Ho rivisto ieri la prima parte di “Esterno notte” di Bellocchio sul caso Moro. Confermo il giudizio positivo che avevo tratto dalla visione al cinema. Mi ha colpito di piu’ il ritratto di Cossiga: le sue debolezze, il suo dramma di uomo irrisolto, i tic, le manie, persino la scena con la moglie che finge di dormire per non accoglierlo al suo fianco nel letto (mi era sembrata superflua e invece ora la capisco). Un uomo debole con in capo tutta la responsabilita’ della tragedia. Inadeguato. Con una escalation fortunata che sarebbe inspiegabilmente continuata sino al Quirinale, ma al di sopra dei suoi mezzi. Ho ricordato un verbale del Consiglio dei ministri di poco prima, quando lui propone modifiche radicali delle leggi di P. S. e il Consiglio lo boccia. Anzi il ministro della Giustizia Bonifacio, alto magistrato, gli da’ una lezione di diritto. Personaggio complesso, confuso ..
Una notazione a margine: a un tratto lo sceneggiatore immagina che perda la calma, alzi la voce e enumeri i suoi meriti. Tra i quali di essere professore ordinario alla universita’ di Cagliari. Refuso? Fu incaricato a Sassari e in carriera si fermo’ a libero docente. Intendiamoci: niente di male, anzi lodevole che potente come era diventato non si sia fatto bandire un concorso ad hoc (altri lo hanno fatto). Ma, insomma, cosa ci voleva a controllare?

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