Epigrammi per vivere
di Fabio Libero Grassi
Marco Ferrazzoli, Riduzione del Danno. Rime, versi, distici ed epigrammi, Roma, Gattomerlino, 2025, pp. 146, 14 euro.
L’autore evoca Risi, Scialoja e Marchesi (sperando che non si siano offesi). A me sono venuti in mente Campanile e Caproni. Sta di fatto che queste quasi tutte brevissime composizioni poetiche presentano tutte le frecce dell’arco dell’umorismo, dal puro gioco di parole a quell’aspra riflessione sull’esistenza (propria e in generale) in cui, come è noto, l’umorismo è sfogo e salvezza di fronte ai tanti perché senza risposta che la sullodata esistenza instilla.
E con esiti spesso molto alti, molto profondi, fin dall’epigramma di esordio, “Tristico”,
Si è messo a scrivere
perché non sapeva
né leggere né vivere
Già Pirandello aveva sostenuto che la vita o la si vive o la si descrive. Non sembra essere stato così per scrittori come Rimbaud o Hemingway, spero e credo che non sia così per l’autore di questa bellissima raccolta di versi, però è inevitabile tra le menti pensanti il momento del dubbio, dello smarrimento, ed è lì, torno a dire, che l’agudeza al contempo fotografa, congela, padroneggia, esorcizza quel momento, aiuta a superarlo.
Questo primo epigramma è preceduto da una dedica, di trattenuta commozione, a una sorella morta, presenza che ritorna di tanto in tanto, e con particolare cupezza nell’ultimo/non ultimo epigramma, bellissimo, che suona quasi come una resa, un rinunciare allo scudo dell’ironia, dell’understatement. Ultimo/non ultimo perché propriamente ultimo, ma quasi post-epigrafe, e rivolto al lettore, è l’avviso finale sul “nonsenso informato”. Tagliente gioco di parole che ci riporta a certi famigerati consensi disinformati (e sostanzialmente coatti) di pochi anni fa. E con ciò va osservato che questo libretto affronta anche tematiche pubbliche, sociali, di costume, naturalmente e giustamente aggredendo i luoghi comuni e le frasi fatte con cui spesso sono affrontate. Un esempio:
Di violenza gratuita
quanto se ne parla
quando, per debellarla
basterebbe pagarla
Per giocare un po’ al gioco dell’autore, l’umorismo di Marco Ferrazzoli non è gratuito, sia perché spesso fa pensare sia perché il suo libretto, tra l’altro graficamente gradevolissimo, bisogna comprarselo. Vale tutti gli euro vi escono dalla tasca ed entra in quasi ogni tasca. Che volete di meglio?
