Enzo Collotti è stato un Maestro

di Dianella Gagliani

È una perdita enorme. Gli siamo debitori di tanto. Col groppo alla gola ci tengo, tuttavia, già a sottolineare che Collotti è stato un maestro, uno studioso di grande cultura e di altissimo profilo, aperto alla dimensione internazionale della ricerca, costantemente interessato ai legami fra storia politica e storia delle arti e della cultura.

Sorretto da una passione civile non comune, e proprio per questo contrario a ogni forma di ideologismo, era fermamente convinto dell’importanza della storia per la costruzione di una società veramente civile. Anche da qui il valore da lui attribuito all’insegnamento, svolto nelle università in cui tenne la cattedra di Storia contemporanea ma anche nei numerosissimi corsi di aggiornamento per insegnanti. Una sua lezione, al limite anche sullo stesso argomento, era una lezione da cui si imparava sempre qualcosa. Le aule durante i suoi corsi universitari erano sempre affollate. È stato un grande, decisamente un grande.

Ha aperto tante piste di ricerca  e ha svolto un lavoro gigantesco. Né va dimenticato il suo ruolo di organizzatore di cultura storica.

A me piace ricordare l’importanza da lui attribuita agli archivi e alle biblioteche. Arrivato a Bologna si diede subito pena di creare, all’Istituto di storia di Lettere,  la biblioteca di storia contemporanea, allora assente e che ora, grazie a quell’inizio impegnativo (e con donazioni anche personali), è una delle migliori esistenti. La sua casa, lo ricordava Ilaria, straripava di libri, riviste, giornali, schede… e in uno dei tavoli stracolmi di carte c’era la sua macchina da scrivere, mai abbandonata. Del resto, i suoi dattiloscritti contenevano pochissime correzioni a mano, erano già pronti per la pubblicazione.

Mariuccia Salvati gli dedicò anni fa un libro, edito da Viella, in cui si dava conto anche della mole sterminata dei suoi scritti. Chi, più giovane, voglia rendersi conto della produzione di Collotti e di aspetti della sua biografia intellettuale può far riferimento a questo testo.

Per me è stato un maestro e un amico. Fatico a pensare che non c’è più, che non avrò più la possibilità di mettermi in contatto con lui.

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