Elio Carmi

di Claudio Vercelli

La scomparsa di Elio Carmi z.l., mi colpisce nell’intimo. Quindi, direttamente. Lo conoscevo bene, così come conosco suo fratello Bruno. Mi dico – in questo come in altri casi – al pari di un estremo conforto per noi medesimi, tali poiché viventi, che in fondo mi (ci) ha preceduto in qualcosa che, prima o poi, interpellerà definitivamente anche noi stessi. Non si tratta di fatalismo, men che meno di messianismo. Ne siamo allergici. Semmai, è un tributo postumo ad una figura tanto singolare (quindi irripetibile) quanto prometeica del panorama ebraico italiano. Di riflesso, non solo di esso ma dell’intero tessuto civile del nostro Paese. Nella sua incontrovertibile laicità, Elio era una sorta di generatore di idee, di immagini (sintesi delle prime) così come di relazioni e rapporti tra persone. Andava ben oltre il recinto, altrimenti circoscritto, dell’ebraismo italiano, del quale era, e a tutt’oggi comunque rimane per sempre, un autorevole riferimento. Ragionava – pertanto – sul suo essere parte di una minoranza, guardando serenamente alla “maggioranza” (cristiana). Non si tratta – quindi, tanto per capirci e arrivare al sodo – di una questione di parrocchia o di “tribù”. Così come altrimenti celebrano i soloni dell’atomizzazione delle nostre società. Semmai è parte del lungo confronto, in atto nel presente, tra l’illuminismo di certuni (lui tra questi) e il tribalismo regressivo, nonché isterico, di collettività in crisi di ruolo, identità e prospettive. Quindi anche, per effetto di riflesso, nelle “minoranze”, che di esse sono parte integrale. Tutto ciò solo per dire quali fossero le stelle polari del suo essere cittadino del proprio tempo. Poi rimane il resto, almeno per me. Ovvero, un affetto personale che non si risolve con parole di circostanza né, tanto meno, con orazioni pubbliche, più o meno levigate e piallate. Elio z.l., mi mancherai. Sempre, comunque. Ti ho ancora visto poco tempo fa. Lottavi come un leone. Ci ritroveremo, forse, nel Gad Eden (גן עדן), nel giardino delle delizie. Tu ci sarai di certo. Io, invece, questa prova la devo ancora affrontare.

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