Edgar Degas

di Gian Ruggero Manzoni

COME FARE DI UN SEMPLICE OGGETTO UN’OPERA DI ORDINE SIMBOLICO-CONCETTUALE

Ed ecco del nobile EDGAR DEGAS o, meglio, così come il cognome era nel vero scritto, DE GAS (Parigi, 1834 – Parigi, 1917) LA POLTRONA, un guazzo acquarellato su linee a matita nera su foglio di carta di cm 35,5 x 22,8. L’acquerello in questione era uno studio preliminare per il quadro “La famiglia Bellelli”. Degas soggiornò in Italia tra il 1856 e il 1860. Nel 1858 visitò, a Firenze, la zia paterna, Laure (De Gas) Bellelli. Quest’ultima aveva sposato il barone Bellelli, un patriota italiano espulso da Napoli e rifugiatosi in Toscana per questioni di ordine politico. La zia e il marito non andavano più d’accordo e Degas catturò quella atmosfera “velenosa” ponendo la poltrona con lo schienale (con le “spalle”) rivolto verso i fruitori, divenendo, il mobile, una sorta di muro dell’incomprensione, quello che a volte separa le coppie … quindi simbolo dell’incomunicabilità, del distacco, delle due vite che andavano a dividersi, della passione raggelatasi. Dopo il suo soggiorno in Italia, l’aristocratico impressionista Degas utilizzò pochissimo la tecnica dell’acquerello. Il maestro francese usò poltrone e sedie anche in altri quadri, collocandole, in base ai temi svolti, in posizioni diverse … sia con personaggi seduti sopra le stesse, sia con altri oggetti appoggiati su di esse, sia vuote. Perciò, amiche e amici, state sempre attenti a tutti i particolari quando vi trovate di fronte a un’opera di un grande figurativo, infatti mai nulla è messo a caso, tutto è studiato: dall’ambientazione, dal come sono vestiti i personaggi rappresentati, dal mobilio riportato nella tela e dai tanti altri elementi o esseri che danno vita alla composizione. Rammentate: mai nulla è messo a caso, tutto ha un significato … tutto, per l’artista, acquista, poi, un significante … il tutto narra … è l’insieme delle varie componenti che creano il racconto. Non a caso, venendo io dalla scrittura, amo, delle arti visive e plastiche, in primo luogo opere che ci narrano un qualcosa, poi guardo anche l’astratto, l’informale, il concettuale etc., leggo e apprezzo anche quelli, se superlativi, ma è un certo figurativo che assume, in me, il primato su tutto ciò che è dipinto o scolpito.

Buon fine settimane amiche e amici !!! E sempre attenti (a tutto) !!!

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