Due piccoli frammenti

di Giuseppe Barone

Due piccoli e precari frammenti incastonati sulla parete del duomo di S. Giorgio ricordano appena il sepolcro di Bernardo Cabrera , l’indomito condottiero e sagace politico che permise alla dinastia aragonese dei Martini ( il Vecchio e il Giovane) di conquistare la Sicilia nel 1392. Ragusa deve molto a questo nobile catalano che vi trasferì per alcuni decenni il centro amministrativo militare della Contea. Colpisce di Bernardi’ la lucida visione “mediterranea” dei suoi domini iberici e siciliani, integrati in un sistema di economia globale dalla Spagna al Nord Africa basato sull’ export del grano duro dell’ altopiano ibleo.

Non a caso aveva spostato la sua residenza catalana dalla montuosa fortezza di Montseriu ai castelli marittimi di Blanes e Hostalric ( nelle foto ). Al ruolo dei Cabrera è dedicata la lezione che terrò domani al teatro Donnafugata di Ibla nell’ ambito del ciclo ” Per Ragusa al teatro è un’ altra Storia”. Mi aiuterà nel non facile compito la prestigiosa compagnia di Moni Ovadia.

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