Draghi sfavorito dall’ambizione

di Mario Scialoja

L’AMBIZIONE DI DRAGHI CHE NON HA AIUTATO.

Conclusa, a mio giudizio nel migliore dei modi, la guerra del Colle, comincia il volare degli stracci, la resa dei conti.
Soprattutto nei 5Stelle e nella Lega, i più disastrati. Mentre il Pd e Italia Viva ne sono usciti meglio ( e anche avvicinati).
Però bisogna essere onesti. E dirla tutta.
L’ambizione di Draghi non ha certo facilitato le cose. Salvo nelle ultime ore.
Che il Presidete del Consiglio avesse il desiderio di salire al Quirinale, lo ha fatto capire in tutti i modi.
Non solo, negli ultimi due mesi ha fatto la sua “campagna elettorale” rallentando l’attività di governo e, soprattutto, accettando troppi compromesswi al ribasso per cercare di scontentare il meno possibile.
E certo che la sua ambizione era legittima, come hanno ripetuto tutti, in astratto.
Ma, di fatto, si è scontrata con il superiore dovere di responsabilità.
Quanto sarebbe stato meglio (e utile) se Draghi avesse fatto un bel discorso: io sto a capo del Governo e qui rimango per provare di risolvere al meglio i tanti problemi per i quali sono stato nominato…
Personalmente sono un convinto sostenitore di Draghi e non ho fatto che scrivere che ritenevo indispensabile che rimanesse a Chigi.
E non facesse lo Schettino, mollando la barca in grave difficoltà.

Purtroppo, per giorni, ho temuto che il pericolo Schettino si potesse avverare. Ma alla fine, quando ha visto che lo spazio si era chiuso, è stato proprio lui a parlare con Mattarella convincendolo all’ineluttibilità del bis.
Tout est bien qui finit bien.
Adesso si discute se il capo del Governo sarà più debole o più forte. Mi sembra evedente che, almeno nei primi tempi, sarà più forte davanti a partiti autobastonati.

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