Ditelo a Massimo Osanna

di Mi riconosci?

Peggiora di giorno in giorno la situazione del direttore generale Musei Massimo Osanna. Come hanno spiegato prima il Manifesto e poi il Fatto Quotidiano, l’Autorità Nazionale Anticorruzione in questi ultimi giorni ha mandato al ministero le prime conclusioni della sua istruttoria, e sono a dir poco gravi. Non solo si lamenta una “mala gestio” delle spese, e un’assenza di controlli adeguata per evitare possibili rischi e problemi, ma soprattutto si mette in discussione l’intero sistema di nomine dei dirigenti ministeriali che abbiamo visto in pratica dalla riforma Franceschini in poi.

In sintesi l’Anac nota, semplicemente, che nelle selezioni (basate su criteri poco chiari), capita che le commissioni siano composte da persone che hanno un “rapporto fiduciario” con il dirigente, mentre i candidati non sono tenuti a comunicare rapporti e conoscenze pregresse con il direttore generale, che è quello che poi nominerà il direttore stesso: in breve, questo è in contrasto con la normativa vigente sul conflitto di interessi. E Osanna stesso, che aveva rapporti di “sostanziale vicinanza, amicizia e connessione” con alcuni dei nominati (Anac parla specificatamente di Enrico Rinaldi, direttore del Parco di Sepino, Luigi Gallo, Galleria Nazionale delle Marche, e Antonio Lucianelli, consulente legale della dg musei) avrebbe dovuto comunicarlo ai superiori, come prevede la legge e il regolamento interno del ministero: non l’ha fatto.
Il ministro Gennaro Sangiuliano, rispondendo al Fatto, ha promesso di essere “inflessibile” di fronte a eventuali violazioni. Beh, Anac è stata molto chiara, e ha dato 45 giorni al Ministero per intervenire: ci attendiamo le logiche conseguenze. Spiace dire che lo avevamo detto, da un pezzo, ma con ben poco ascolto.

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