Dalla “libretta rossa” di Luigi Cadorna

di Emiliano Beri

Riporto qui alcuni passaggi. Sono molto lontani dall’immagine comune dell’attacco frontale in massa condotto, senza alcun senso, allo scoperto

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Le maggiori probabilità di risultati decisivi si hanno, è vero, combinando — quando sia possibile — l’azione frontale con un’altra diretta contro uno o entrambi i fianchi del nemico, ma non e tuttavia da escludere che l’azione frontale possa diventare principale o la sola imposta dale circostanze, specie quando — come nell’attuale conflitto — le fronti vanno assumendo estensioni enormi. L’azione contro un fianco, d’altronde, si risolve in un’azione frontale allorchè l’avversario abbia spostato le sue riserve, ciò che un’abile difesa dovrà sempre saper fare.

Durante la marcia di avvicinamento
avanzano li più celeremente possibile, compatibilmente con la necessità di utilizzare le coperture del terreno per procedere mascherate al tiro e ala vista del nemico, fino a raggiungere un buon appostamento dal quale al fanteria possa eseguire fuoco efficace.

Alla marcia d’avvicinamento segue l’attacco che comprende l’avanzata a sbalzi della fanteria, sostenuta dalle altre armi (essenzialmente dal’artiglieria) e l’assalto, quando non basta li fuoco per risolvere l’azione.

[Nell’attacco] Dovranno mantenersi le truppe quanto più è possibile coperte alla vista ed al tiro del difensore.
Ciò si ottiene:

  • per la fanteria: con l’abile sfruttamento: di tute el coperture; con l’attraversare i tratti scoperti in formazioni aperte; alternando nella zona dell’attacco — sbalzi celeri a brevi soste nelia posizione di a terra

Indispensabile è il coordinamento del- l’azione dele varie armi e dei reparti
a) Coordinamento d’impiego della fanteria e dell’artiglieria. Se la fanteria del difensore trovasi alo scoperto essa verrà battuta con grande efficacia e contemporaneamente dall’artiglieria e dalla fanteria attaccante a portata. Se, invece, essa è protetta da ripari, gli effetti dell’artiglieria attaccante saranno abbastanza limitati. Ma allora la fanteria verrà spinta avanti, lanqual cosa obbligherà — generalmente — la difesa a scoprirsi per poter riuscire a batterla col fuoco. Di ciò approfitterà l’artiglieria attaccante per agire con brevi e intense riprese di fuoco sul difensore, costringendolo a ripararsi nuovamente e a diminuire così l’efficacia del suo fuoco. Appena ciò si verifica la fanteria attaccante riprende l’avanzata

Assai più intimo che in passato deve oggigiorno risultare li nesso fra l’azione della fanteria e quella dell’ artiglieria, nesso che deve diventare sempre più stretto e più saldo mano a mano che il combattimento progredisce verso al fase risolutiva. Tranne casi eccezionalissimi la fanteria non puô arrivare a sferrare l’assalto se prima l’artiglieria non le abbia spianata la via spezzando, coll’impeto e la massa del suo fuoco, ogni resistenza avversaria nella zona d’irruzione. Al raggiungimento di questo scopo al fanteria deve, ben s’intende, concorrere esa stessa potentemente col proprio fuoco

c) Approfittare di tutte le posizioni defilate dal tiro nemico per rimettere le truppe nella mano dei capi, riordinandole, assegnando loro nuovamente gli obbiettivi e li riparto di direzione, ed iniziando, poi, contemporaneamente, il fuoco dal margine dela zona coperta. Ciò esige del tempo, ma l’ordine non deve essere mai sacrificato al tempo

— Bisogna aver sempre presente l’economia dele forze. Queste vanno perciò scaglionate in profondità (in quantità maggiore nela zona dell’attacco decisivo) a distanze variabili, ni guisa che ogni riparto non venga battuto dal lascio di traiettorie che investe quello che ol precede. In ogni scaglione bisogna fare assu- mere le formazioni che meglio conciliano la speditezza della marcia con al minore vulnerabilità.

Le truppe dovranno evitare con ogni cura di scoprirsi. Laddove li terreno o al sua copertura non costituiscano valido schermo si avanzerà nottetempo; l’avanzata dovrà, ove occorra, essere protetta mediante lavori da zappa; si costruiranno camminamenti coperti da una posizione all’altra e si raforzerà ogni muova posizione con trinceramenti

Se il terreno è del tutto scoperto e privo di ripari per l’intera portata del cannone (assai raro), al fanteria attaccante o deve atraversarlo avanzando per successivi piccoli sbalzi e utilizzando, per proteggersi, gli attrezzi portatili (nei fugaci momentini cui al sua artiglieria riuscirà a neutralizzare quella deila difesa), o pure deve attraversarlo idnotte, raggiungendo almeno tale una posizione, per batere al quale l’artiglieria della difesa sia costretta a smascherarsi o mutar di posizione. Ivi la fanteria si arresta, trincerandosi, e aspetta per muovere ancora che la propria artiglieria le abbia nuovamente facilitata l’avanzata.

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