Curriculum Vitae di Eleonora Belloni

di Matteo Luigi Napolitano

Cari elettori quirinalizi,

Esattamente a voi Elisabetta Belloni che cosa ha fatto?

Non cominciate con la menata che è a capo dei servizi segreti. E’ stato Mario Draghi a nominarla alla Direzione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dipartimento della Presidenza del Consiglio; e non fortilizio circondato da filo spinato zeppo d’impermeabili, occhiali scuri e auricolari). Doveva scegliere un alpino?
A coordinare i Servizi Draghi ha messo il Segretario Generale della Farnesina, Elisabetta Belloni, un alto funzionario dello Stato con rango di ambasciatore, rappresentante di quella società civile dei servitori dello Stato; perché, per definizione, i servizi segreti in Italia sono sotto il controllo degli apparati civili dello Stato.

Ciò detto, cari elettori quirinalizi, se sfogliate il curriculum di Elisabetta Belloni ci troverete molte informazioni utili. Romagnola, laureata cum laude alla LUISS nel 1982 con una tesi sul negoziato internazionale; in diplomazia dal 1985, esperta di diplomazia e intelligence, per sei anni a capo dell’Ufficio Paesi dell’Europa centro-orientale, e a capo della segreteria del Sottosegretario agli Esteri. La Belloni dirige poi, fino al giugno 2008 l’unità di crisi della Farnesina, proprio nel momento della tragedia dello tsunami (ci arrivo fra un po’).
Dirige poi alla Farnesina la cooperazione allo sviluppo, e poi la Direzione Generale risorse e innovazione. Nel febbraio 2014 viene promossa ambasciatore di grado e l’anno dopo viene chiamata dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni, come suo capo di Gabinetto. Segue poi la nomina al vertice dei vertici della Farnesina: quella di Segretario Generale.

Inutile dirvi, cari elettori quirinalizi, che Elisabetta Belloni parla varie lingue correntemente, e che è ben conosciuta e apprezzata all’estero. Quanti di voi possono vantare di avere la Legion d’Onore francese «per il contributo dato alla cooperazione bilaterale, in particolare durante le emergenze del Libano, dello tsunami in Asia e degli scontri in Costa d’Avorio»?
L’allora Presidente della Repubblica Napolitano l’ha nominata Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Lo ha fatto di sua iniziativa, non previa indagine conoscitiva sui meriti acquisiti.

Io ho avuto modo di apprezzare Elisabetta Belloni in occasione della Conferenza degli Ambasciatori organizzata dalla Farnesina nella primavera del 2019. La apprezzai perché, nella sua relazione introduttiva alla Conferenza, insisté moltissimo (dico: moltissimo) sull’indipendenza della carriera diplomatica (e in generale degli alti funzionari dello Stato) dal potere politico: una sorta di “divieto di vincolo di mandato” che protegge i diplomatici dalle insidie della politica. Lo espresse in termini chiari, con un eloquio sobrio ed elegante, ma inequivocabile: cari politici, giù le mani dalla diplomazia. Forse la Belloni aveva presente recenti esempi che tuttavia non menzionò…

Domanda. Per una classe politica la cui qualità è sotto gli occhi di tutti, non saranno proprio queste caratteristiche di Elisabetta Belloni, la sua statura culturale, la sua indipendenza politica e la sua libertà di giudizio nel fedele servizio alle Istituzioni, l’ostacolo principale alla sua ascesa al Quirinale?

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