Cronaca di un degrado annunciato
di Prima Repubblica
[Cronaca di un degrado annunciato]
L’On. Pietro Nenni saggiamente ammoniva: «A fare a gara a fare i puri arriva sempre uno più puro che ti epura». Aggiornata ai nostri tempi, e a differenti lidi politici, la massima potrebbe suonare più o meno così: «A fare a gara a cavalcare il degrado prima o poi arriva uno più graduato che ti degrada».
È una legge non scritta: chi semina allarmi sicurezza, divise, ronde morali, ruspe, retorica da ordine pubblico, nostalgie d’accatto, manganelli verbali, buonsenso brandito come un corpo contundente, patriottismo da balcone, nemici immaginari, emergenze permanenti, muscolarità da comizio finisce spesso per essere scavalcato da qualcuno che non deve nemmeno teatralizzare quella lingua (perché la parla già come idioma nativo), indossa con maggiore naturalezza il costume e parla alla medesima platea con meno circonlocuzioni, meno elenchi e più mostrine. Quando un elettorato viene educato per anni a riconoscere solo il passo marziale il rischio è che preferisca chi marcia (ed evoca marce) davvero. E a quel punto il degrado non è più un tema da comizio ma diventa l’ordine di servizio con cui il Generale commissaria il Capitano…
