Crisi climatica

di Mario Scialoja

CRISI CLIMATICA: MELONI FA LA RAGIONEVOLE, MA STA SEMPRE DALLA PARTE SBAGLIATA

Nella mega assemblea Cap 28 a Dubai, ieri, Giorgia Meloni ha sfoggiato uno slogan che può apparire ragionevole e efficace: “Serve la transizione ecologica, non quella ideologica”.
Sbagliato. E’ vero esattamente il contrario.
Per sperare di salvare il pianeta da riscaldamento globale e collasso climatico serve una transizione ideologica, o meglio una rivoluzione ideologica e culturale.
Tutti gli scienziati più qualificati e gli enti di ricerca più importanti che si occupano dell’argomento e, giù giù, fino a Papa Francesco e Oliver Stone, hanno spiegato che di questo passo si va verso il disastro.
Non sarà possibile restare entro il limite di aumento di 1,5 gradi di riscaldamento senza tagliare le emissioni di Co2 del 42 per cento entro il 2030. Cioè tra sette anni.
Un’impresa quasi impossibile, ma per tentarla ci vuole un’unione globale (planetaria) di tutti gli sforzi. Cosa che non c’è.
Ossia una rivoluzione ideologica che comporti la presa d’atto della gravità del tema: la sopravvivenza di un’esistenza accettabile sul pianeta .

L’opposto del tranquillo e “ragionevole” tran tran immaginato da Meloni. Per laquale la decarbonizzazione va fatta “con approccio neutro, libero da inutili radicalismi”.
Evidente. In sostanza a lei interessa che, almeno per i prossimi cinque anni, in cui pensa di rimanere al governo, non ci sia una crisi dell’attuale equilibrio economico basato soprattutto sull’energia carbone-petrolio.
Ed è, secondo lei, anche inutile rincorrere la soluzione delle centrali nucleari (22 paesi, tra cui USA, Francia, Gran Bretagna…hanno firmato un accordo per triplicare l’energia nucleare entro il 2050), ma bisogna puntare alla “grande sfida italiana sul tema della fusione nucleare”.
Sfida italiana ? Ridicolo, ma lasciamo perdere.
Comunque una tecnologia che potrà anche essere risolutiva, ma rischia di arrivare quando l’Europa sarà desertificata, Manhattan, Venezia, mezza Indonesia, Filippine e tanto altro coperti dal mare.
Altro che cinque anni. In questo caso la lungimiranza meloniana sfiora il fantasy del suo amatissimo Tolkien.

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