Cosa fa Vannacci?

di Fabio Filomeni

Molti mi chiedono se intenda riallacciare i rapporti con il generale Vannacci, dato che uno dei motivi per cui mi ero allontanato era stato proprio il suo ingresso nella Lega. Come ho già ribadito in passato, non mi permetto di giudicare le sue scelte politiche pregresse. Tuttavia, non posso fare a meno di notare con perplessità questo nuovo posizionamento politico, che francamente mi risulta difficile interpretare. Riconosco finalmente il coraggio di dare vita a un partito, cosa che io stesso auspicavo da più di due anni, fin da quando, insieme a pochi altri compagni d’avventura, ho fondato il “Mondo al Contrario”. Tuttavia, creare una nuova formazione per inserirla nell’orbita del centrodestra, e quindi nel medesimo sistema di sempre, non mi sembra possa davvero rappresentare – per usare le sue stesse parole – “la vera novità politica degli ultimi dieci anni in grado di restituire speranza e fiducia”. Anzi, la penso all’opposto. Sono convinto che molti italiani, soprattutto quella vasta fetta che ormai diserta le urne, si aspettassero la nascita di una reale forza antisistema, capace di infrangere i vecchi schemi. Ma per riuscirci occorrerebbe un progetto autenticamente nazionale e popolare, improntato a solidarietà e comunità, in netto contrasto con la logica individualista e competitiva tipica del neoliberismo. Torno a evocare il termine “socialismo”, l’unico vero ponte capace di avvicinare destra e sinistra (per chi ancora ragiona in questi termini, sebbene siano ormai superati), e che in passato ha consentito all’Italia – guidata da governi di centrosinistra – di raggiungere il ruolo di quarta potenza economica mondiale. Ci sarebbe poi da chiarire il posizionamento in politica internazionale: non basta essere contrari all’invio di armi all’Ucraina. Sull’atlantismo? Sulla NATO? Sulla Palestina? C’è poi da capire se c’è l’intenzione di sottrarre l’Italia dall’egemonia di Washington, che questo governo di “patrioti” filoamericani ha finito per rafforzare.
Insomma, i dubbi rimangono davvero tanti.

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