Considerazioni a margine della crisi in Ucraina

di Andrea Colombo

Di Russia, Ucraina e geopolitiche varie capisco pochissimo e lo ammetto. Però siccome non c’è bisogno del metereologo per sapere da che parte tira il vento, come spesso dimenticano i feticisti della competenza, alcune cose mi sembrano chiare lo stesso.
1.La campagna mediatica che da giorni martella spiegando che Putin è l’ennesima reincarnazione di Hitler e gli ucraini impavidi eroi della libertà e della democrazia è abominevole e l’antipatia per Putin non dovrebbe accecare al punto da ingoiarsi una simile campagna goebbelsiana.
2.Parlare della crisi ucraina glissando sullo scontro sotterraneo tra Usa e Ue, sull’intenzione americana di allontanare Russia e Germania, sulla necessità di Biden di recuperare terreno per non essere schiacciato a midterm significa raccontarsi favole.
3.Non c’è bisogno di essere il solito Hitler reicarnato per non volere un Paese ostile e armato dalla Nato lungo un confine di 2.200 km.
4.Sono certissimo che non tutti gli ucraini sono nazisti, e neppure la maggioranza di loro. Però se la Norvegia riabilitasse e considerasse eroe nazionale Quisling, l’Ungheria Szalasi, la Croazia Pavelic o la Francia Laval qualche sospetto mi verrebbe e basterebbe a giustificare la mia antipatia per quei Paesi. Non vedo perché dovrei considerare diversamente il rapporto degli ucraini con Bandera, anche tenendo nel massimo e dovuto conto la Grande Carestia

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