Con la rabbia agli occhi

di Fabrizio Fogliato

Con la rabbia agli occhi. Itinerari psicologici del cinema criminale italiano
Fabrizio Fogliato
Bietti Edizioni, 2022

Da questa si originano la sperequazione sociale, il tempo della fame e del rancore, lo spazio per delatori, profittatori, parassiti, l’idea di felicità e piacere raggiungibile solo attraverso la sofferenza degli altri. La conclusione verso cui convergono le nostre considerazioni analitiche e le diverse tappe dei nostri itinerari è l’abisso. Uno spazio sociale i cui – come mostra il cinema criminale – gli oggetti interferiscono con la messa in scena orientando la realtà in termini shopenhauriani: spazio deterministico della sfrenatezza degli istinti prevaricatori e dei comportamenti predatori. Il cittadino – sia quello mostrato sullo schermo che quello che guarda lo schermo seduto in sala – subisce un processo di regressione dai tratti, ostentamente, autocommiserativi, attraverso cui si deresponsabilizza evidenziando tutta la sua immaturità. La sadica crudeltà della massa (criminale e non) ha la stessa discendenza della vittima masochista e silenziosamente rassegnata o scriteriatamente ribelle. Il criminale, come il cittadino, si sottomette ad impulsi patologici di cui diventa consapevole solo una volta conclusa l’azione violenta (agita o subita); una regressione che si accompagna ad inarrestabili e terrificanti esplosioni di sadica crudeltà: all’avidità e all’invidia si accumulano rancori sociali; entrambi – come dimostrano i nostri itinerari – non sono esenti da caratteri ereditari.

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