Come eravamo: le crociate di Pio XII

di Giorgio Boatti

COME ERAVAMO…1957
LA CROCIATA DI PAPA PACELLI
CONTRO I DEVASTANTI MALI DI ROMA:
MANIFESTI AUDACI, RIVISTE PORNO E TV!


per comprendere il presente occorre non dimenticare gli anni di penombra da cui proveniamo. nel marzo del 1957, ad esempio, il Papa – nella roma delle baraccopoli, della disoccupazione e della miseria, della mancanza di servizi essenziali nella sanità, nell’istruzione, nell’assistenza – si scaglia contro i mali gravissimi che ferirebbero il volto della capitale: manifesti murali audaci,riviste porno e TV!
“….il volto di Roma Ci appare sfregiato nei suoi più puri lineamenti. Come voi ben sapete, il Concordato fra la Santa Sede e l’Italia (art. 1 capov. 2) prescrive che « in considerazione del carattere sacro della Città Eterna, sede vescovile del Sommo Pontefice, centro del mondo cattolico e meta di pellegrinaggi, il Governo italiano avrà cura di impedire in Roma tutto ciò che possa essere in contrasto col detto carattere ». Si può dire che tale è la sua presente condizione? Siamo dolenti di dover rispondere che no. Per citare un solo esempio; anche di recente un grande quotidiano, non sospetto di « clericalismo », in una corrispondenza da Roma descriveva a vivi colori due grandi manifesti murali volgarmente pornografici, che in quei giorni tappezzavano le principali vie di Roma; di uno dava anche le misure, largo forse sette metri, alto tre, la cui base toccava i marciapiedi. Chi potrebbe dire quali rovine di anime, specialmente giovanili, simili immagini provocano, quali impuri pensieri e sentimenti possono suscitare, quanto contribuiscano alla corruzione del popolo, con grave pregiudizio della stessa prosperità della Nazione, che ha bisogno di una gioventù sana, forte, educata alle più nobili aspirazioni della virtù! Aggiungete le riviste pornografiche esposte nei chioschi, il cinema immorale, e anche la televisione, che penetra fin nella intimità delle case e vi apporta non di rado — come Ci viene riferito — spettacoli audaci, atti a turbare profondamente le coscienze. Perciò —, nella scarsa aspettazione di avere altrove una difesa veramente efficace, massime dopo la pronunziata dichiarazione di illegittimità costituzionale di alcune precedenti norme —, occorre che, in tali casi, i cattolici di Roma difendano de sè i diritti della religione e del buon costume, e, — in unione con le altre oneste persone di ogni tendenza, ma pensose della moralità del popolo —, sollevino una energica protesta della pubblica opinione, la cui reazione, mostrando quale è veramente « il comune sentimento », imponga alle Autorità competenti di addivenire ai necessari provvedimenti. È un ufficio che affidiamo particolarmente a voi, predicatori e curatori di anime, e che vi meriterà la gratitudine di quanti vogliono il vero bene del buon popolo romano.”
cfr. discorso di Sua santità Pio XII ai parroci e ai predicatori quaresimalisti di Roma, 5 marzo 1957

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