Cesare Battisti

di Andrea Scanzi

La volete la storia di un patriota vero? Ve la racconta Leonardo Cecchi. Altro che i patrioti della Meloni.

“Cesare Battisti stava lì, ormai spento. Dopo l’agonia di due impiccagioni, perché durante la prima la corda si era spezzata (il boia, per vendicarsi del suo aver gridato “viva l’Italia”, aveva usato una corda fragile). Gliel’aveva dovuto torcere con le mani il collo per farlo morire, il boia venuto apposta da Vienna per ammazzare quell’italiano.

Se ne stava lì, ormai senza vita. Lo avevano umiliato in ogni modo, prima di ucciderlo. Lui aveva chiesto di poter indossare la divisa italiana nell’esecuzione, ma gli austriaci lo vestirono apposta come uno straccione. Poi lo caricarono su un carro e lo fecero sfilare per tutti i paesini, fino a Trento, dove lo uccisero. Non gli fecero neanche scrivere alla famiglia, gli negarono anche questo diritto. Poi, dopo averlo giustiziato nel peggiore dei modi, diedero inizio al circo dell’orrore continuo con foto ricordo, risate, insulti verso un uomo che non aveva più vita.

Cesare Battisti, che nasceva oggi, fu un socialista, un eroe italiano, un irredentista e un sincero democratico. Un uomo che aveva deciso di dedicare la propria vita a due ideali: l’uguaglianza degli uomini e la libertà d’Italia. Nella lotta e nel pensiero, fu vivace, intelligente. Si occupò anche di diritti delle donne, ponendo in essere il tema molto prima che altri lo facessero (e la moglie, Ernesta Battisti, continuò a farlo anche negli anni successivi, entrando in contrasto con il fascismo).

In questo giorno, in cui ricorre la sua nascita, il pensiero va a lui. A un patriota, di quelli veri però.”

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