C’eravamo tanto armati

di Marco Vigna

Parafrasando il titolo di una vecchia pellicola cinematografica: “C’eravamo tanto armati”.
Politici italiani impegnatissimi, ora, nel contrasto all’Innominabile sono ritratti in queste fotografie prima che egli fosse proclamato “peggio di un animale”, “nuovo Hitler”, persona con cui non si può trattare ed altro ancora.
Allargando la prospettiva, la condizione di dipendenza energetica ed alimentare della Ue nei confronti della Russia, su cui oggigiorno l’illuminata classe dirigente europea si dispera, è dovuta a tre scelte di lungo corso prese all’unanimità:
1) globalizzazione è meglio dell’autarchia. Per anni ed anni ed anni sono state cantate le lodi della globalizzazione (in tutti i suoi aspetti) e deprecata l’autarchia economica, ritenuta corrispettivo dell’aborrita sovranità nazionale. Basta una crisi in un paese, uno solo, come l’Ucraina, per rendersi conto delle conseguenze devastanti di tale dipendenza dall’estero, che è stata voluta, progettata ed attuata.
2) la dottrina irrazionale ed antiscientifica del “riscaldamento globale antropico”, in nome della quale si è preteso d’imporre un mutamento totalitario della mentalità e degli stili di vita di tutte le popolazioni europee. Il peggio è che ad un’ipotesi antiscientifica di per sé si è sommata una soluzione anch’essa antiscientifica, profondendo risorse economiche ed umane in fonti di energia, come solare ed eolico, insufficienti al bisogno.
3) la politica orientale della Ue, imposta da tale Merkel osannata per quasi un ventennio come grande statista. Fra tutti i politici della Ue, Merkel è stata la persona in cui più Putin aveva fiducia e stima, ben donde poi, perché ha appoggiato e favorito l’importazione di gas, petrolio, carbone, principali fonti di reddito dell’economia russa, in Germania ed in Europa.

La crescita galoppante dei prezzi dell’energia, del gas, del carburante, che trascineranno con sé quelli di tutti gli altri prodotti, non sono l’effetto, solo e soltanto, della guerra in Ucraina, quanto di politiche strutturali, radicalmente sbagliate, perseguite dalla Ue per più di un decennio.

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