Castello Monforte a Campobasso

di Franco Valente

Spigolature araldiche: “”Damnatio memoriae””” su uno stemma di Cola di Monforte.

UNA VOLTA AL CASTELLO DI CAMPOBASSO SI ENTRAVA DALLA PARTE DI DIETRO, DOVE C’ERA IL PONTE ELEVATOIO.
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Se ci andate portatevi un cannocchiale. Potreste scoprire cose curiose…
Non è facile. Ma guardando con attenzione le pietre che costituiscono la spalletta di destra dell’antico ingresso del Castello di Campobasso si scopre una pietra che una volta recava lo stemma di Cola di Monforte. Credo che non sia stata mai notata perché, essendone stati abrasi gli elementi a rilievo, difficilmente si riconoscono i segni araldici peculiari di quella casa.
La famiglia Monforte vantava origini francesi nei Montfort di Francia o di Bretagna che avevano come stemma un leone di azzurro in campo d’argento sostenente uno scudetto di oro caricato di cinque code d’ermellino.
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I segni araldici riconducibili ai Monforte e presenti in Campobasso sono del tutto diversi perché la loro insegna è costituita da una croce accantonata da quattro rose abbottonate e così viene ripetuta in altri luoghi.Benedetto Croce attribuisce, senza citare la fonte, il colore rosso alla croce dei Monforte in campo di oro con le rose accantonate di argento.
Delle insegne dei Monforte troviamo ripetuti esempi a Campobasso e una sola volta a S. Maria della Strada in agro di matrice.
Ne riferisce, per la collocazione, Eduardo Di Iorio (Campobasso. Itinerari di storia e arte, Campobasso 1977, p.299):
Porta S. Antonio, chiamata anche Porta della Chiaia. (…) Nell’arco, in chiave, vi è lo stemma della città con l’anno 1775.
Sul muro sinistro e in alto, quello della famiglia Monforte con l’A.D. MCCCCLXIII (1463).
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Nel cortiletto del Palazzo E. Della Ventura a Corso Mazzini, si possono osservare due stemmi calcarei: a destra quello dei Monforte: Croce accantonata con quattro rose e con la data 1463 (…) Lo stemma dei Monforte trovavasi nella casetta di Di Nunzio Antonio, e propriamente nel cortiletto ed ivi murato. Il locale era adibito a ripostiglio. Fu distrutto nel 1966 quando si costruì il Palazzo che prese il nome dell’ing. costruttori: E Della Ventura.
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Sempre Di Iorio riferisce di un terzo stemma dei Monforte-Gambatesa che si trova immurato e capovolto, in basso nell’interno del bastione del Castello, dal lato sud-ovest.
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Il quarto è in rilievo sul concio di chiave del portale principale del Castello sul lato meridionale, sull’arco dello scomparso ponte levatoio.
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Il quarto è quello sopra citato sul balaustro dell’acquasantiera di S. Maria della Strada.
Ora possiamo dire che tracce di un quinto esemplare si sono rivelate a lato di quello ampiamente conosciuto dell’arco aragonese del ponte levatoio.
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Si riconoscono tutti gli elementi fondamentali: la croce e le quattro rosette abbottonate.
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Insomma, le pietre parlano anche quando si cerca di farle tacere…

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