Capua spaccata in due

di Mimmo Pelagalli

A Capua anche la chiusura del Ponte romano sembra ormai imminente. Fiume Volturno, inverno dopo inverno, piena dopo piena, ha prodotto i danni attesi anche a questa infrastruttura, mentre le forze “politiche” della città litigavano sul da farsi. Era persino ovvio che accadesse: Ponte romano fu posto a senso unico di marcia per il traffico autoveicolare quando il sottoscritto aveva 12 o 13 anni di età (oggi ne ha 56), perché non poteva già allora sopportare il traffico nei due sensi di marcia. L’averlo ripristinato a doppio senso per via della chiusura di Ponte nuovo è stato un atto di insipienza amministrativa. In tempi recenti ma non sospetti ho avanzato pubblicamente la proposta di interpellare tramite la Prefettura di Caserta il 21° Reggimento Genio Guastatori “Timavo” di stanza a Caserta, al fine di approntare un ponte militare (il reparto ha una Compagnia “attrezzature speciali”, attrezzata alla bisogna), almeno per alleggerire Ponte romano e prolungarne la durata, in vista della riparazione di Ponte nuovo. Sono stato pubblicamente sbeffeggiato solo per aver avanzato questa proposta che è invece praticabile ed ha precedenti proprio sul Volturno: per anni a Cancello ed Arnone si è passati su un ponte militare. Fino ad oggi nessuno si è preso la briga di fare la cosa più ovvia, ma tant’è: ora il danno c’è ed il tempo sta scadendo. E’ oggi arrivato il momento di fare due cose: scegliere quale ponte conservare e tentare di ripararlo, facendo brillare l’altro, per fare spazio ad un ponte militare che possa nel frattempo funzionare a doppio senso di marcia e in sicurezza. In caso contrario, l’alternativa – dopo le piene del prossimo inverno – sarebbe quella di lasciare la città spaccata in due. E adesso accomodatevi pure con il consueto sfottò, tanto ci sono abituato.

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