Bonelli e Fratoianni senza gas

di Mario Scialoja

Ho visto Angelo Bonelli dei Verdi e Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana ieri sera su La7. Quel poco che ho capito è che sono contrari a quasi tutto: contro la Nato, contro gli aiuti all’Ucraina, contro l’agenda Draghi per il PNRR, contro le trivellazioni in Adriatico.
Ma quello che mi ha colpito di più è la loro avversione al rigassificatore da piazzare a Piombino.
Perché sono contro ? Le motivazioni da loro espresse appaiono vaghe e inconsistenti: nuoce al turismo, inquina, è pericoloso, può creare incidenti.
Ma quando mai ? In Spagna i rigassificatori per ora sono sette e non hanno mai creato problemi o pericoli. E neanche inquinamento.
Intanto, bisogna capire che il rigassificatore consiste in una nave attraccata in porto (dove difficilmente i turisti vanno a fare il bagno) e che le strutture a terra riguardano la distribuzione del gas.
Fratoianni e Bonelli riconoscono che a breve-medio termine le necessità energetiche italiane hanno ancora bisogno di gas.
E allora dove prenderlo nel caso la Russia chiudesse ancora di più i rubinetti?
Non c’è risposta chiara.
Naturalmente parlano di eolico e solare, ma loro stessi ammettono che ci vorranno anni per arrivare a una fornitura risolutiva.
Però, comunque, no a Piombino. Siamo fuori dal buon senso.
All’inizio degli anni ’90, in piena polemica sul nucleare, l’Espresso mi mandò a fare un’inchiesta sulle centrali francesi. Andai dove se ne stava costruendo una nel sud del paese (non ho ricordi precisi al momento). Chiesi al sindaco di una cittadina vicina al nuovo impianto se non c’erano state proteste della gente, manifestazioni.
Certo che ci sono state, mi ha risposto, ma a un certo punto è arrivata una comunicazione del governo che stabiliva che quell’impianto riguardava “l’interesse nazionale”.
E difronte a questo nessuno si è più permesso di protestare.

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