Bologna, 1 agosto 1980

di Roberto Cafarotti

La mia “chiamata di Leva” era prevista per il 1 agosto 1980 e, per questo, la mattina di quel giorno, alle 10:30, molti di noi ragazzi con la stessa data siedevamo nelle panchine della sala d’attesa della stazione di Bologna.

Eravamo un gruppo di giovanissimi (io avevo 19 anni e avevo dato la maturità da una settimana). Provenivamo dalle provincie di Bologna, Ravenna e Ferrara. Ci ritrovammo coi bagagli e ci riconoscemmo subito. Con quelle facce smarrite, un po’ timorose, stavamo salutando i nostri genitori per questa nuova straordinaria esperienza e, con essa, avremmo affrontato il vero primo ingresso verso la vita adulta.

Arrivammo poi nel tardo pomeriggio alla Cernaia. Saremmo stati gli Allievi CC ausiliari del 80 corso Piermanni.

Il giorno dopo ci dissero della tragedia: la sala di seconda Classe era letteralmente saltata in aria, a causa di un tremendo attentato che aveva devastato tutta la Stazione ferroviaria. Ci dissero che moltissimi erano i morti e i feriti: una strage senza precedenti.

Fra loro c’erano anche alcuni ragazzi che dovevano raggiungerci in quel 2 agosto.

La mia memoria va sempre a loro e alle 80 vittime innocenti (oltre alle 200 persone ferite) di quella strage orrenda, e dalla quale il destino ci volle invece risparmiare.

Non lo dimenticheremo mai.

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