Benedetto Croce

di Marzio Zananatoni

Nel novembre di quest’anno (2022) si sono ricordati i settant’anni dalla morte di Benedetto Croce. Adelphi, con gli eredi del filosofo abruzzese, ha avuto l’idea di pubblicare un piccolo e bellissimo libro di ricordi autobiografici (B. Croce, “Soliloquio e altre pagine autobiografiche”, Adelphi, euro 12,00). Sono passaggi, approntati da Giuseppe Galasso nel 2016 per una serata in ricordo di Croce: brevi brani, tratti da altre opere crociane, articoli di giornale, dichiarazioni pubbliche nei quali don Benedetto racconta di sé, dei suoi momenti più privati, del suo percorso intellettuale. Una raccolta così combinata potrebbe apparire una operazione paradossale, riferita ad un filosofo che fu critico feroce dell’individualismo, ma al tempo stesso autore di quel Contributo alla critica di me stesso, preceduto dalla Memoria della mia vita, che ha fatto epoca nelle scritture autobiografiche del Novecento. Un paradosso, o una contraddizione, solo apparenti: anche l’approccio autobiografico ha la sua genesi, per Croce, nella speculazione filosofica, concettualmente connesso alla dimensione dell’io e alla problematica del sé. Per un pubblico più vasto che vuole avere di Croce una prima immagine, questo piccolo libro è un tesoro davvero prezioso. Ad un pubblico diverso e più «accademico» è invece rivolta la raccolta di saggi di Michele Ciliberto dedicati a Croce e Gentile (M. Ciliberto, “Croce e Gentile. Biografia e filosofia”, Edizioni delle Normale, euro 10,00). Ciliberto è senza dubbio uno dei più intelligenti lettori del pensiero crociano e i saggi qui raccolti lo testimoniano. Uno in particolare è da raccomandare: quello intitolato “Malattia/sanità. Momenti della filosofia di Croce tra le due guerre”, che, sin dal suo apparire (1983) ad oggi, costituisce una delle più lucide e originali interpretazioni della lettura del tempo del fascismo da parte del filosofo abruzzese: una lettura nella quale si intrecciano vita e morte, decadenza e riscatto, patologia, anche mentale, e sanità rincorsa. Un equilibro che nella stessa sua esistenza Croce aveva costantemente cercato.

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