Barocco italiano in Spagna
di José Vicente
Quando è uscito il mio Viaggio napoletano in Spagna (oggi introvabile in Italia dopo la scomparsa di Tullio Pironti) ho parlato con la giovane storica dell’arte napoletana Paola Setaro sulla chiesa della Purissima a Salamanca, un vero miracolo barocco, imponente ex voto nato dalla pietà di un viceré dopo una violentissima eruzione del Vesuvio. Il conte di Monterrey la commissionò ai campioni del Seicento napoletano: Ribera, Fanzago, Stanzione, Lanfranco, poi venne il faticoso trasporto delle opere, prima via mare poi attraversando buona parte della Spagna, fino alla lontana Castiglia. E la sistemazione del portale, dei quadri, dell’altare grandioso, del pulpito, il contributo dell’austera pietra castigliana per i muri, con il suo giallo dorato che enfatizza ancora oggi l’ornamento arrivato da Napoli. Non c’è in tutto il mondo una chiesa napoletana come questa, progettata all’apice del barocco, con la sua storia affascinante e a lungo sconosciuta, fino al 1983, quando Ángela Madruga Real pubblicò la sua ammirevole tesi di laurea scovando i documenti che provavano il legame con Napoli. Mancava però una pubblicazione in Italia che raccontasse in dettaglio tanta meraviglia. E Paola Setaro ci è riuscita alla grande riunendo un gruppo di competenti specialisti che ci svelano la grandezza della Purissima in un fortunato e consigliatissimo volume pubblicato da Campisano Editore. Un nuovo e rilevante contributo alla storia condivisa tra Napoli e Spagna, spesso maltrattata, di frequente fraintesa. Complimenti di cuore a Paola Setaro, il suo libro è una festa.
