Arte e violenza: uomini contro dei

di Claudio Balducci

Che bisogno c’è dell’arte se c’è la realtà?
Gli dei non hanno bisogno di arte, gli uomini ne hanno.
L’arte rappresenta il segno della differenza fra gli uomini e gli dei.
Al posto della realtà gli uomini costruiscono fantasie; infatti non potendo costruire la realtà ma vivendoci solo per subirla, costruiscono fantasie.
Da quando ha cominciato l’uomo a fare arte?
Da quando si è scoperto uomo e ha visto la distanza con l’essere dio.
Ha visto la sua impossibilità del reale e ha cominciato a costruirlo fittizio.
L’uomo può fare a meno dell’arte?
Mai completamente, ma per quel tanto che può riuscirci deve trasformare tale diminuzione in violenza; l’impossibilità di creare realtà, cioè di realizzare la potenza creativo-immaginativa della sua volontà, apre all’uomo due strade:
1. creare finzione
2. distruggere la realtà.

Piccola diversione esemplificativa:

I talebani hanno vinto la ventennale guerra contro il mondo occidentale.
Hanno cominciato a bandire ogni espressione d’arte.
Perché?
Perché si sentono a contatto con Dio e si sentono molto vicini ad essere dei, quindi non possono sostenere sostituzioni alla realtà, così in quanto dei lavorano direttamente su quella.
Come?
Chi non sostituisce la realtà, come abbiamo visto, ha un solo modo per agire: la violenza.

Come possono i talebani sentirsi dei?
La domanda giusta è la seguente:
come possono non sentirsi tali?
Non rappresentano ampiamente il proprio popolo,
non riscuotono alcun riconoscimento significativo nel resto del mondo,
non hanno risorse paragonabili ai grandi paesi della terra.
Ciò malgrado, staccati dalla realtà del mondo, hanno vinto l’esercito più potente del mondo insieme agli eserciti di molti altri paesi, anch’essi assai potenti.
Come possono perciò non sentirsi dei e come possono ridursi a gingillare con ridicole finzioni invece che direttamente sulla realtà. Come fanno gli dei, appunto.

Le nostre fantasie artistiche ci portano a giocherellare con ideologie varie: liberismo, fascismo, socialismo, comunismo: tutte cose che servono ormai soltanto a raggrupparci in piccoli gruppi, che fanno finta di leggere ancora la realtà, e a muoversi su delle coordinate morali capaci solo, al massimo, di produrre piccole violenze simboliche, senza nessuna presa significativa sui destini del mondo.
Possono dunque i talebani non sentirsi dei?

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