Anche le tragedie possono annoiare

di Paolo De Marco

Anche le tragedie possono annoiare.


Confesso che sto già sbadigliando per la noia preventiva che mi procureranno le scontatissime profonde analisi delle anime belle di una sinistra pura e dura sul preannunciato disastro elettorale del 25 settembre. Perché la destra sovranista e populista vincerà? Ma è ovvio: la colpa è tutta e sola di Letta e del PD, il partito della Confindustria (che forse si sarà distratta votando compatta per la Meloni). Porsi domande sul perché la destra sta avanzando in tutto l’Occidente? Perché affaticare il cervello? Perché gli Stati Uniti rischiano di avere di nuovo Trump come Presidente, perché l’Inghilterra è governata saldamente da conservatori sempre più destraioli, in Francia la Le Pen può puntare alla Presidenza, in Spagna è prevista la vittoria del partito clerical-franchista di Vox e perché anche in Svezia ha vinto la destra? Dovremmo sforzarci di capire come la globalizzazione della finanza e dell’economia ha inciso sul mondo della produzione, sul mercato del lavoro e sulle possibilità di finanziare il Welfare State nei nostri paesi? Dovremmo sforzarci di comprendere come flussi incontrollati di immigrati possono spaventare i ceti più deboli e poveri dell’Occidente, che vedono la dura concorrenza per il lavoro esercitata dai nuovi arrivati (voluta da padroni e padroncini che possono pagare molto meno i lavoratori senza neppure versare i contributi) o si vedono o si sentono privati delle risorse pubbliche prima destinate a loro e ora utilizzate per l’«accoglienza»? Troppo faticoso. Più semplice e meno stancante pensare che la colpa è di Letta e dei suoi omologhi europei. Altri sbadigli incontrollabili mi attendono per tutti i profondi pensatori e analisti tipo Orsini, Travaglio, Santoro e D’Orsi che mi spiegheranno che se Putin userà la bomba atomica in Ucraina la colpa sarà solo del macellaio Biden e dei suoi servi sciocchi, come il solito Letta. Per concludere: faccio già ora fatica a non addormentarmi leggendo degli orrori commessi dagli americani, che giustificherebbero qualsiasi azione della Russia putiniana. Gli Stati Uniti sarebbero imperialistici e la Russia sarebbe invece un paese che vuole solo opporsi all’intollerabile egemonia americana? Mi chiedo: se in una guerra, gli Stati Uniti inviassero al fronte solo neri, chicanos, navajos, sioux, cherokee e altri nativi americani e i bianchi fossero utilizzati solo come ufficiali, sbaglio o verrebbero subito bollati, giustamente, come imperialisti e razzisti? La Russia di Putin manda sul fronte ucraino solo kirghisi, ceceni, uzbeki, e tutti gli appartenenti alle tante etnie della periferia siberiana della federazione russa, mentre i russi bianchi sono utilizzati quasi solo come ufficiali. Questo non è razzismo? No, assolutamente no. Il nobile sangue russo non può essere versato quando ci sono tanti altri popoli che possono essere mandati al macello senza troppi problemi. Che poi la «crociata» della Santa Russia contro l’Occidente edonista e ateo, sia condotta con soldati in buona parte di religione islamica è solo un piccolo, insignificante particolare.

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