11 aprile 1987: ricordando Primo Levi

di Alessandro Vivanti 

11 aprile 1987
Ciao Primo, in questi trentasei anni che manchi sono successe tante cose, tra cui delle ultime che ti avrebbero fatto inorridire. Sono state scritte tante cose su di te, alcune molto valide, altre assolutamente no, molti ti ricordano a sproposito e ti mettono in bocca parole che non avresti mai pronunciato. Porta pazienza, tu che hai superato Auschwitz, lo puoi fare.
Questo è il ricordo che mi sembra più azzeccato: tu con Vincenzo Consolo e Agnese Incisa a Rhême-Notre-Dame nel 1978, in una delle settimane einaudiane trascorse ai piedi del(la) Granta Parey, sotto il rifugio del Benevolo ad ascoltare, discutere, parlare, bere e mangiare con tutta la “banda” dell’Einaudi di allora. Io avevo 11 anni quando con la mamma e mio fratello, venimmo su per riprendere papà (mogli e figli non erano tassativamente ammessi), ma sulle tue ginocchia, sul dondolo di papà, mi ha tenuto sulle ginocchia molti anni prima.

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